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Dove vivere nel 2026 senza spendere una fortuna?

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Scritto daAsaël Häzaqil 02 Febbraio 2026

Espatriare sì, ma senza svenarsi. Con l'aumento del costo della vita, la scelta diventa inevitabile: molte grandi mete dell'espatrio, pur restando affascinanti, sono diventate sempre meno accessibili. È quindi il momento di guardare oltre le destinazioni più ovvie e puntare su Paesi meno gettonati, ma pur sempre interessanti. Ecco una panoramica delle migliori destinazioni in cui trasferirsi se hai un budget ridotto.

Messico

Molti nomadi digitali lo confermano: il Messico non ha nulla da invidiare alle grandi mete dell'espatrio. Tra paesaggi spettacolari e una cultura ricchissima, offre anche un vantaggio importante - un costo della vita relativamente basso per gli stranieri. Gli affitti mensili si aggirano in genere tra i 500 e gli 800 euro. Esiste però anche l'altro lato della medaglia. Il divario tra lo stile di vita degli espatriati e quello della popolazione locale è diventato sempre più evidente e, per molti, difficile da accettare. Negli ultimi anni, alcuni residenti hanno apertamente accusato gli stranieri di contribuire all'aumento dei prezzi degli alloggi e dei generi alimentari.

Ecuador

Un altro Paese molto apprezzato dai nomadi digitali, con punti di forza simili a quelli del Messico. Da tempo meta turistica apprezzata, l'Ecuador si sta affermando sempre più come una destinazione adatta ai lavoratori stranieri. Gli affitti sono particolarmente competitivi, con prezzi che vanno in media dai 260 ai 345 euro al mese. Anche il costo del cibo, dei trasporti e di una buona connessione Internet resta generalmente accessibile.

Mauritius

Mauritius continua ad attirare espatriati, grazie soprattutto al suo ruolo di hub economico favorevole agli affari. Investitori e imprenditori beneficiano di procedure amministrative semplificate. Ma l'isola non conquista solo il mondo business: è apprezzata anche dalle famiglie, attirate dalla qualità della vita - paesaggi spettacolari, natura rigogliosa, ritmo più rilassato - e da un costo della vita generalmente inferiore rispetto alle grandi mete dell'espatrio. Le spese correnti (elettricità, internet) restano contenute, così come il cibo, soprattutto se si privilegiano i prodotti locali. Gli affitti, però, variano molto in base alla zona e al tipo di alloggio: si può trovare una sistemazione intorno ai 500 euro nel sud dell'isola, mentre nel nord i prezzi possono arrivare fino a 2.500 euro al mese.

Lituania

Lituana, una destinazione dove paesaggi suggestivi e tranquillità si combinano a un costo della vita contenuto e una rete di trasporti efficiente. Per un appartamento in periferia si spendono, in media, circa 400 euro al mese, mentre in centro città gli affitti variano tra i 600 e i 900 euro. Il costo del cibo resta basso in tutto il Paese e i trasporti, affidabili e a prezzi contenuti, facilitano gli spostamenti quotidiani. Forte di questi elementi, la Lituania attira sempre più persone con un budget limitato e si afferma progressivamente come una meta interessante per l'espatrio in Europa.

Polonia

La Polonia si rivela una destinazione altrettanto interessante della vicina Lituania e registra un afflusso crescente di studenti internazionali. Sempre più giovani scelgono le sue università, in particolare a Poznań, Danzica, Varsavia, Breslavia e Cracovia, tra le principali città universitarie del Paese. La capitale concentra inoltre alcuni degli atenei più rinomati, tra cui l'Università di Varsavia. Per vivere in centro città occorre prevedere un budget mensile tra 1.000 e 1.400 euro, che include affitto, spese, alimentazione e trasporti.

Bulgaria

³¢²¹ÌýBulgaria sta emergendo come nuova meta per chi vuole restare in Europa, a un budget contenuto. Finora meno citata rispetto a destinazioni come Spagna, Portogallo o Grecia, oggi attira sempre più attenzione. Il Paese mette l'accento sul suo sviluppo economico, sulle infrastrutture digitali in crescita, sul patrimonio culturale e su un costo della vita tra i più bassi dell'Unione europea. Gli affitti si collocano generalmente tra i 250 e i 500 euro al mese, a seconda della città e della zona scelta. Nel complesso, la spesa mensile può aggirarsi tra i 700 e i 1.000 euro.

Sri Lanka

Paesaggi da sogni e stile di vita piacevole... lo Sri Lanka si è fatto strada tra gli espatriati, e ora che è stato lanciato il visto per nomadi digitali, la destinazione attira ancora di più. I trasporti, il cibo locale e gli affitti sono accessibili. Il budget mensile da considerare va da 800 a 1.500 euro al mese.

Marocco

Il Marocco continua a figurare tra le mete a basso costo più gettonate, soprattutto tra i pensionati europei. Gli espatriati che vi lavorano sottolineano spesso il dinamismo economico del Paese, la buona qualità delle infrastrutture e dei servizi, lo stile di vita e la ricca tradizione culinaria. Gli affitti si collocano generalmente tra i 300 e i 500 euro al mese, a seconda della zona - centro città o periferia. In genere si stima un budget mensile compreso tra 850 e 1.150 euro. Tuttavia, questa cifra può facilmente raddoppiare in base alla località, alle abitudini personali e al numero di persone a carico, ad esempio nel caso dell'iscrizione di un figlio a una scuola internazionale. 

Destinazioni convenienti, ma senza ignorare le realtà locali

Esistono anche altre mete capaci di coniugare fascino e costi contenuti, come Thailandia, Costa Rica o Malesia. Tuttavia, l'attrattiva dei Paesi "a buon mercato" non dovrebbe mai oscurare il quadro generale. Le tensioni osservate in Messico, ad esempio, si riscontrano anche altrove. Dall'autunno del 2025, in Marocco molti giovani hanno manifestato una profonda rabbia per le carenze croniche del sistema educativo e sanitario. Un movimento simile è emerso in Sri Lanka, dove le nuove generazioni hanno denunciato la corruzione della classe politica. In alcuni contesti, poi, gli espatriati vengono percepiti come residenti distaccati dalla vita locale: vivono sul posto, ma non condividono le difficoltà quotidiane dei cittadini.

C'è poi un altro aspetto da tenere a mente: ciò che appare "economico" per alcuni non lo è necessariamente per altri. Anche parlare di Paese "a basso costo" può alimentare malumori tra la popolazione locale. È evidente che la possibilità, per chi proviene dall'estero e dispone di redditi più elevati, di vivere spendendo poco non dovrebbe mai essere l'unica ragione per trasferirsi. Ma quando le comunità di espatriati si concentrano in determinate aree, il tema tende a riemergere e non di rado scatena reazioni di rigetto.

In definitiva, il costo della vita andrebbe sempre valutato in base al reddito effettivo che i lavoratori stranieri percepiranno sul posto. I nomadi digitali che continuano a lavorare per aziende estere spesso guadagnano più della media locale, il che innalza automaticamente il loro tenore di vita. Al contrario, gli espatriati stipendiati secondo gli standard del Paese ospitante dovranno necessariamente adeguarsi alle condizioni locali. Se l'obiettivo è davvero risparmiare, la strategia migliore resta una sola: vivere come la gente del posto.

Fonti:

Costo della vita
A proposito di

Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.

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