
Dal 28 febbraio 2026, i raid americano-israeliani contro l'Iran e le ritorsioni di Teheran hanno gettato milioni di espatriati in una situazione inedita. Tra chiusure di aeroporti, evacuazioni caotiche e la messa in discussione dell'immagine di 鈥渞ifugio sicuro鈥 dei Paesi del Golfo, facciamo il punto su una crisi che sta rimodellando in profondit脿 la vita delle comunit脿 di espatriati della regione.
Lo scoppio della guerra
La situazione 猫 precipitata nella notte tra il 28 febbraio e il 1掳 marzo 2026. I raid congiunti statunitensi e israeliani contro l'Iran, battezzati 芦Operazione Epic Fury禄, hanno innescato una serie di ritorsioni iraniane senza precedenti contro i Paesi del Golfo. Missili iraniani hanno colpito Dubai, incendiando un hotel a cinque stelle, minacciando l'edificio pi霉 alto del mondo e causando un morto e sette feriti all'aeroporto della capitale, Abu Dhabi.
Le immagini hanno fatto rapidamente il giro del mondo soprattutto quelle che mostrano un incendio davanti al Fairmont Hotel sull'isola artificiale di Palm Jumeirah, le fiamme che lambiscono la facciata del Burj Al Arab, una colonna di fumo vicino al Burj Khalifa, un incendio al porto di Jebel Ali 鈥 principale terminal marittimo della citt脿 鈥 e l'aeroporto internazionale di Dubai danneggiato, con quattro dipendenti feriti.
Le ritorsioni lanciate dall'Iran hanno provocato vittime in tutta la regione e in Israele, tra civili e militari statunitensi. In una recente dichiarazione, il presidente americano Donald Trump ha affermato di aspettarsi che il conflitto duri 芦quattro settimane禄. Il conflitto si preannuncia quindi lungo e logorante.
Caos aereo su scala mondiale
L'impatto sull'aviazione 猫 stato immediato e massiccio. Il 28 febbraio, dopo i raid congiunti statunitensi e israeliani contro l'Iran e le ritorsioni di Teheran, otto spazi aerei sono stati chiusi ai voli civili: Iran, Israele, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrein, Siria e, temporaneamente, gli Emirati Arabi Uniti. Il corridoio est鈥搊vest sopra l'Iraq 鈥 uno dei pi霉 trafficati tra Europa e Asia 鈥 risulta quasi deserto.
I numeri rendono l'idea del caos: quasi 2.800 voli sono stati cancellati sabato 1掳 marzo, 3.156 domenica e almeno 1.239 luned矛 mattina. Secondo la piattaforma FlightAware, il 2 marzo centinaia di migliaia di passeggeri risultavano ancora bloccati negli aeroporti di tutto il mondo.
Il ministro degli Esteri francese, Jean-No毛l Barrot, ha indicato che 芦quasi 400.000 francesi residenti o di passaggio禄 si trovavano nei Paesi del Golfo e del Medio Oriente direttamente colpiti e che 芦alcune migliaia禄 di cittadini francesi erano bloccate non solo nel Golfo, ma anche in Asia o in Oceania.
Le grandi compagnie aeree hanno reagito a catena. Emirates ha registrato il 38% di cancellazioni e Qatar Airways il 41%. Qatar Airways ha sospeso tutte le operazioni fino a nuovo ordine, come hanno fatto anche Emirates ed Etihad dai rispettivi hub di Dubai e Abu Dhabi. Air France ha prolungato la sospensione dei voli verso Dubai, Riad, Beirut e Tel Aviv. Il gruppo Lufthansa (Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines) ha sospeso i collegamenti verso Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran. Turkish Airlines ha sospeso i voli verso dieci destinazioni in Medio Oriente e KLM non sorvola pi霉 gli spazi aerei iraniani, iracheni e israeliani, oltre a diversi Paesi del Golfo.
Gli analisti del settore sottolineano che lo stop simultaneo dei tre principali hub di transito del Golfo 鈥 Dubai, Doha e Abu Dhabi 鈥 non ha precedenti e ha un'ampiezza paragonabile a quella della pandemia di Covid-19.
Una comunit脿 di espatriati sotto pressione
Il media ETV Bharat riferisce che oltre nove milioni di indiani vivono in Medio Oriente, lavorando in ambiti molto diversi tra loro, dall'ingegneria alla medicina. Per molti, la crisi ha assunto contorni estremamente concreti: il rischio di perdere il lavoro. J. Fernandes, originario di Goa e bloccato in Arabia Saudita, ha raccontato al Khaleej Times: 芦Se questa guerra dovesse durare a lungo, potrei perdere il lavoro禄. La stessa preoccupazione accomuna molti altri dipendenti.
Gli studenti stranieri bloccati in Iran si trovano a loro volta in una situazione complessa, in particolare gli studenti indiani provenienti dal Jammu e dal Kashmir. Il consolato generale iraniano ha comunque precisato che gli studenti stranieri possono lasciare il Paese via terra attraverso alcuni valichi, tra cui quelli con Afghanistan e Turkmenistan, a condizione di presentare il passaporto.
Air Charter Services ha organizzato 芦diversi禄 voli di evacuazione da Mascate (Oman), soprattutto per chi vuole lasciare Dubai. Il trasferimento prevede cinque ore di auto pi霉 tre鈥搎uattro ore di attesa al valico di Hatta. In alternativa, voli privati a partire da 200.000 dollari, per i fortunati che possono permetterselo.听
I governi si mobilitano
Gli Stati hanno attivato rapidamente i propri dispositivi di tutela dei cittadini, vista la portata della crisi.
Le stime indicano circa 150.000 francesi residenti nei Paesi pi霉 esposti. Gli Emirati Arabi Uniti ospitano la comunit脿 pi霉 numerosa, con quasi 30.000 cittadini, seguiti dall'Arabia Saudita (circa 6.000) e dal Qatar (5.500). In Israele la comunit脿 conta circa 180.000 tra cittadini con doppia nazionalit脿 ed espatriati, mentre in Libano sono quasi 20.000. Il ministro degli Esteri, Jean-No毛l Barrot, ha annunciato che la Francia si sta organizzando per rimpatriare in via prioritaria 芦le persone pi霉 vulnerabili禄. Il rimpatrio potrebbe avvenire con voli civili o con aerei statali. Il Quai d'Orsay ha istituito un centro di crisi con una linea telefonica d'emergenza attiva 24 ore su 24 al +33 1 43 17 51 00. Dall'inizio del conflitto sono arrivate quasi 5.000 chiamate.听
Oltre 102.000 britannici presenti nella regione hanno registrato la propria presenza presso il governo del Regno Unito dall'inizio del conflitto. La ministra degli Esteri, Yvette Cooper, ha dichiarato che il governo sta valutando 芦tutte le opzioni possibili禄, compresa un'evacuazione.
Il Dipartimento di Stato americano ha esortato i cittadini statunitensi a lasciare 14 Paesi del Medio Oriente, tra cui Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Israele, Kuwait, Oman e Qatar. Thailandia, Repubblica Ceca e Giappone figurano tra i Paesi che hanno avviato o pianificato voli di evacuazione.
Consigli pratici per gli espatriati in Medio Oriente
Tieniti informato attraverso i canali ufficiali e fai molta attenzione alle fake news rilanciate da fonti non affidabili sui social network. Molti enti ufficiali presenti negli EAU, in particolare, avvertono che le immagini diffuse da alcuni turisti e influencer sui social non rispecchiano la realt脿 vissuta dagli espatriati sul posto.
Il Quai d'Orsay consiglia ai francesi negli Emirati Arabi Uniti o in Qatar di 芦restare in casa, tenersi lontani da finestre, porte e zone aperte e seguire le istruzioni禄. Le indicazioni delle autorit脿 locali vanno inoltre applicate 芦in modo rigoroso禄.
Non recarti in aeroporto di tua iniziativa. Le compagnie contattano direttamente i viaggiatori per invitarli a presentarsi.
Prevedi un kit d'emergenza, ossia un borsello con passaporti, contanti e medicinali essenziali. Il contesto attuale rende indispensabile questa precauzione.
Gl italiani negli Emirati Arabi sono inviati a monitorare la situazione consultando le informazioni messe a disposizione sui siti dell' e del .听
Partecipa ai gruppi della comunit脿 di espatriati. I gruppi WhatsApp e Telegram degli espatriati sono spesso i canali informativi pi霉 rapidi sul campo, talvolta anticipano comunicazioni ufficiali.
Documenta tutto con la massima precisione sul piano professionale e legale. Conserva le prove delle cancellazioni dei voli, delle chiusure degli spazi aerei e delle indicazioni governative. Questi elementi saranno indispensabili al datore di lavoro o per eventuali richieste di rimborso assicurativo, se necessario. Comunica regolarmente con il datore di lavoro se sei bloccato in un Paese del Golfo; la maggior parte delle aziende mostrer脿 comprensione, in un contesto di forza maggiore di portata globale. Valuta il lavoro da remoto come soluzione temporanea.
Pondera le decisioni,聽se stai valutando una partenza definitiva o temporanea. La situazione cambia di ora in ora e molti esperti ricordano che gli Emirati hanno sempre dimostrato una notevole capacit脿 di resilienza economica dopo ogni crisi.
Questa crisi richiama con forza una lezione che forse qualcuno aveva dimenticato: l'instabilit脿 geopolitica pu貌 colpire ovunque, anche in Paesi percepiti come porti sicuri. Alcune buone pratiche diventano quindi imprescindibili prima di espatriare nella regione: iscriversi sistematicamente al registro consolare all'arrivo, sottoscrivere un'assicurazione rimpatrio solida e tenersi aggiornati sui livelli di allerta ufficiali del proprio governo.
Se sei un espatriato attualmente nella regione e desideri condividere la tua testimonianza,聽i nostri forum dedicati al Medio Oriente sono a tua disposizione.
Fonti:



















