Ferdinando è un ingegnere per l'ambiente e il territorio con specializzazione in chimica, biochimica e trattamento delle acque. Sta completando un dottorato in ricerca presso la Western University of Ontario.
Ciao Ferdinando, hai voglia di raccontarci un po' di te e dei motivi che ti hanno portato in Canada?
In che parte del paese ti trovi e di cosa ti occupi?
Abito a London (Ontario, Canada). Se vogliamo paragonarla ad altre città nord americane potremmo definirla un paesino. E' una città di 350,000 abitanti ed è in continua crescita. E' ubicata tra il lago Huron (a nord) e il lago Erie (a sud). Ad est, seguendo la strada 401 si arriva a Toronto (che non è la capitale del Canada come molti potrebbero pensare) percorrendo circa 2 ore e mezza di macchina. Ad ovest, seguendo la 402 vi è Sarnia (altra cittadina canadese) al confine con gli USA. La città americana più vicina è Detroit. Attualmente sto completando un dottorato in Ingegneria Chimica e Biochimica presso l'università locale: Western University of Ontario. Ormai sono in scrittura tesi e questa è la parte più critica in quanto si devono riassumere tutti i risultati ottenuti in 4 anni di lavoro. Al tempo stesso sto lavorando con progetti Mitacs, finanziati parte dal Canada e parte dall'industria, presso l'azienda descritta nel punto precedente. In particolare mi occupo di analisi numerica (modelli previsionali) e interpretazione statistica dei dati.
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Qual è stato l'aspetto più difficile da sormontare legato al trasferimento dall'Italia in Canada? Potresti raccontarci un po' la tua esperienza?
Lasciare il proprio Paese, la città nella quale sei cresciuto per tanti anni, i parenti e gli amici (poi noi del Sud siamo particolarmente legati gli uni con gli altri) è stato difficile. All'inizio del Gennaio 2011, ormai con i documenti e il visto pronti per il Canada ho intrapreso questa avventura forse un po' avventatamente. Quando sei qui in Canada ti accorgi che la maggior parte della gente che viene da altri Paesi lo fa con i genitori, o con la moglie/marito/fidanzato. Ho incontrato pochissime persone davvero che hanno deciso di fare questa esperienza da soli. Di conseguenza, un aspetto da superare è quello che viene definito "shock culturale". Dall'altra parte dell'oceano i comportamenti, le usanze e la lingua sono diversi e ciò può creare entusiasmo, all'inizio, definito come "honeymoon phase", successivamente si ha un po' paura della diversità culturale, ci si sente come un pesce fuor d'acqua. Ecco che, successivamente, la maggior parte della gente tende a fare "cluster sociali" ovvero a familiarizzare più con quelli del proprio Paese di origine. La lingua ufficiale parlata in Ontario è l'inglese. Ho studiato un po' di lingua inglese alle superiori, poco all'università (purtroppo per come viene trascurata) ma quando poi si trascorre del tempo in una terra straniera la si impara molto meglio e velocemente, specialmente in un percorso formativo quale il dottorato in una università nord americana.
Che percorso hai dovuto intraprendere per poter svolgere il dottorato in Canada?
Prima di affrontare il dottorato mi sono messo in comunicazione, tramite email, con un professore italiano che insegna alla Western University. Lui mi avrebbe potuto offrire un posto come ricercatore anche se era finalizzato alla pirolisi di residui vegetali per ottenere oli dall'alto potere energetico. Sinceramente, pur se la tematica fosse molto interessante, non era il mio campo e, successivamente, mi sono messo in comunicazione con un altro professore del dipartimento di Ingegneria Chimica e Biochimica la cui ricerca era più finalizzata al trattamento di acque (potabili, industriali, reflue) con tecniche UV, catalisi, disinfezione chimica. Collaborando con questo ultimo professore avrei avuto la possibilità di svolgere diverse internship con l'azienda prima menzionata. Una volta accettata la posizione di ricercatore ho inviato all'università canadese il mio attestato di laurea con i voti di tutti gli esami sostenuti in passato in Italia ed ho ottenuto una borsa di studio che mi avrebbe coperto tutte le spese (tuition fees). La Western University mi ha inviato una lettera di accettazione al dottorato e, con questo documento, sono andato personalmente a Roma, all'ambasciata canadese, per ottenere un permesso di studio (study permit) che mi è stato rilasciato in meno di un giorno. Con questo documento, una volta arrivato in territorio canadese, ho ricevuto dalle autorità lo study permit ufficiale.
Cosa si può fare a London nel tempo libero? Come si svolge la vita sociale?
Il campus universitario offre diversi svaghi. Uno tra i tanti che preferisco è sicuramente la palestra. E' situata molto vicina al complesso di Ingegneria ed offre attrezzi per body building, cyclette, piscina. Nel campus è inoltre presente un cinema. La sala non è grande ma può accogliere un 300 studenti proiettando film da poco usciti nei cinema americani. Il venerdì è la giornata preferita dagli studenti e di sera spesso ci si può incontrare in centro città e passare un po' di ore in qualche pub. In genere l'attività preferita dai canadesi è quello di bere birra quindi i pub sono luoghi spesso più affollati, specialmente nei fine settimana. Un problema, a mio avviso, legato alla città di London è che l'inverno dura in genere da Novembre fino ad Aprile con neve e temperature sotto zero. La gente propende in questo periodo a stare a casa o imboscarsi subito in qualche pub. E' un peccato soprattutto per me, abituato alle "passeggiate" in centro città con gli amici, andare a spasso o in bicicletta.
Quali sono i luoghi di interesse che ci consigli di visitare a London e dintorni?
London non offre moltissimo come luoghi di interesse. Sicuramente la visita al campus è tappa obbligatoria in quanto la città si basa molto sull'attività studentesca. Vi è un osservatorio nel campus, vicino al building di Ingegneria che merita di essere visitato. Fuori London vi sono molti posti da vedere ma bisogna essere muniti di automobile altrimenti ci si deve attrezzare con mezzi pubblici quali bus o treni. Per esempio vi è Toronto che può essere definita una metropoli; vi è uno zoo, un museo di storia naturale e tantissimi negozi di tutti i tipi per chi piace fare shopping. Un punto di particolare interesse è la CN Tower sempre dentro Toronto, bellissima da visitare . Per chi fosse amante della natura ci sono le cascate del Niagara al confine con gli Stati Uniti. Dista poco meno di tre ore di macchina da London.
Quali sono gli aspetti che ti affascinano di più del Canada e quali invece quelli ai quali fai fatica ad abituarti?
A tuo avviso, quali sono i settori che in Canada offrono più opportunità lavorative agli espatriati e quali sono le figure professionali più richieste?
A mio avviso il Canada può offrire molto dal punto di vista lavorativo. Il problema è che più passa il tempo, più questa gente, proveniente da immigrati, sta chiudendo le porte del Paese al mondo. Ogni anno diventa sempre più difficile ottenere un visto, anche turistico, figuriamoci la cittadinanza. Ho parecchi esempi di amici (messicani, iraniani) che hanno tentato più volte di far entrare i genitori in Canada con ovvie conseguenze di denaro e tempo speso. I profili professionali più richiesti sono, in genere, elencati e classificati tra i NOC number ovvero National Occupational Classification. In questa classifica vengono inserite le figure più richieste. Il problema è che ogni anno questa lista cambia. Quello che consiglio è di acquisire prima di tutto esperienza canadese anche come volontariato. Difficilmente i Canadesi assumono gente dall'estero e la crisi economica si fa sentire anche qui per cui preferiscono dare lavoro a Canadesi o a gente straniera che ha costruito un percorso formativo in Canada (come master, dottorato, certificati di frequenza, volontariato). Personalmente noto che la figura dell'ingegnere è richiesto soprattutto se si ha esperienza nel settore del trattamento e raffinamento di petrolio.
A livello professionale, credi che il Canada ti potrà offrire qualcosa in più rispetto all' Italia? In caso affermativo, come mai secondo te?