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Si può ancora vivere bene da pensionati all'estero?

Vita quotidiana 5 min di lettura
homme planifiant son budget retraite© bnenin / Envato Elements

I pensionati sono davvero così privilegiati come spesso si pensa? Anche tra loro, come tra i lavoratori, esistono forti disparità di reddito e di tenore di vita. Questo vale ancora di più per gli espatriati, che devono fare i conti con costi nascosti, inflazione e possibili riforme nel Paese ospitante.

Con quale patrimonio si è considerati pensionati benestanti all'estero?

Lo scorso maggio Donald Trump ha firmato un decreto per ampliare l'accesso ai fondi pensione e incoraggiare i lavoratori più giovani a risparmiare: la pensione d'oro è possibile, a patto di accantonare 465.000 dollari prima dei 65 anni. Gli economisti si mostrano più cauti, poiché le previsioni del presidente americano non tengono conto dell'inflazione. Secondo gli esperti, i 465.000 dollari di oggi varranno meno di 200.000 dollari tra 30 anni, proprio a causa dell'inflazione.

Un mese prima, il suo ex consigliere di punta Elon Musk aveva prospettato una pensione ricca «tra 10 o 20 anni» grazie all'intelligenza artificiale. L'imprenditore ha presentato la sua «economia dell'abbondanza», nella quale risparmiare per la pensione non avrebbe più senso: i robot umanoidi potenziati dall'IA diventerebbero la principale forza lavoro e farebbero girare l'economia al posto degli esseri umani. Ma anche in questo caso il sogno si scontra con la realtà e con le crisi ricorrenti. Alcuni ci intravedono un'altra rivoluzione, devastante per l'umanità: quella dei robot.

Quanto bisogna «guadagnare» per essere un pensionato ricco all'estero?

Il calcolo è complesso, perché dipende da diversi fattori. Tutto varia in base allo stile di vita e al paese di espatrio scelto. In Francia si è considerati ricchi a partire da circa 4.000 euro al mese. I pensionati percepiscono in media 1.540 euro mensili, una cifra considerata eccessiva da chi vorrebbe ridurre l'importo le pensioni. Secondo questa corrente di pensiero, i pensionati sarebbero troppo ricchi, dal momento che percepiscono l'equivalente di uno stipendio, se non di più. Questo ragionamento supera i confini francesi e chiama in causa anche il caso dei pensionati che scelgono di trasferirsi all'estero proprio per beneficiare di condizioni di vita più vantaggiose, anche quando il reddito percepito permetterebbe loro di restare nel paese d'origine.

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Il caso del Lussemburgo

In Lussemburgo, il paese più ricco d'Europa, le cifre sono ben diverse. Ci si considera ricchi a partire da circa 20.000 euro al mese, mentre la pensione minima supera di poco i 2.400 euro. La somma può sembrare consistente, ma va rapportata al costo della vita lussemburghese, decisamente elevato. Secondo la Camera dei dipendenti del Lussemburgo, la pensione minima non mette al riparo dalla precarietà. Le donne sono le più esposte, a causa di carriere spesso discontinue e di impieghi poco remunerativi.

Il caso della Cina

In Cina, la vita dei nuovi miliardari fa sognare, e non solo i giovani. Le differenze restano marcate a seconda delle province: a Pechino e Shanghai si possono guadagnare facilmente 15.000 yuan al mese (circa 1.915 euro), mentre nelle province più remote dell'ovest si fatica ad arrivare a 5.000 yuan mensili (638 euro). Queste forti variazioni salariali si riflettono inevitabilmente sui livelli pensionistici, rendendo difficile, per i lavoratori più precari, immaginare una pensione dignitosa, sia in patria che all'estero.

Andare in pensione all'estero significa anche fare i conti con il costo dell'inflazione e con le spese impreviste, a partire da quelle sanitarie, che tendono naturalmente ad aumentare con l'avanzare dell'età.

Pensionati espatriati: il divario tra ricchi e poveri si allarga

Il divario tra chi ha molto e chi ha poco si fa sempre più profondo, anche tra i pensionati. Secondo la compagnia assicurativa Northwestern Mutual, un americano avrebbe bisogno di circa 1,46 milioni di dollari per godere di una pensione agiata. Il problema è che il pensionato medio americano lascia il lavoro con circa 200.000 dollari. In Francia si stima di poter vivere bene da pensionati all'estero, in Grecia, Portogallo o Spagna, a partire da 1.800 euro al mese. In Marocco il budget scende a circa 800 euro mensili, mentre in Thailandia risale leggermente, tra i 1.200 e i 1.500 euro al mese.

Secondo la Banca Centrale Europea, il patrimonio netto medio dei pensionati della zona euro si attesta a 185.300 euro, con forti disparità tra i paesi. In Lettonia il reddito medio dei pensionati è di 36.300 euro; in Lussemburgo sale a 1.219.500 euro, tanto che si parla di «eccezione» lussemburghese. I pensionati belgi e irlandesi, pur considerati benestanti, hanno un reddito medio di circa 300.000 euro, superiore a quello di Spagna, Francia e Germania (tra i 200.000 e i 232.000 euro). L'Italia si colloca più in basso, con 168.000 euro.

Una pensione bassa ostacola l'espatrio?

I pensionati più abbienti possono contare su redditi patrimoniali. La facilità con cui riescono a trasferirsi all'estero deriva dalla certezza di continuare a percepire entrate regolari, come affitti o rendite finanziarie, che li rendono meno esposti all'inflazione e all'aumento delle spese sanitarie.

Al contrario, chi dispone solo della pensione corre un rischio maggiore di scivolare sotto la soglia di povertà. Un reddito pensionistico modesto non è però necessariamente un freno all'espatrio: un numero sempre maggiore di persone sceglie di trasferirsi in paesi con un costo della vita inferiore a quello del proprio paese d'origine, proprio per aumentare il potere d'acquisto. L'idea può rivelarsi intelligente, a condizione di saper anticipare eventuali cambiamenti della situazione, come un'impennata dell'inflazione.

Non conta solo quanto prendi di pensione

Per molti pensionati italiani, la differenza non dipende solo dall'importo dell'assegno mensile. Due persone con la stessa pensione possono vivere situazioni molto diverse a seconda del Paese scelto, della fiscalità locale, del costo dell'affitto, dell'accesso alla sanità e della presenza di altre entrate.

Il Portogallo, ad esempio, ha attirato a lungo pensionati stranieri grazie a regimi fiscali favorevoli, ma la convenienza è cambiata nel tempo e non ha riguardato tutti allo stesso modo. Molto dipende dal tipo di pensione percepita e dalle norme in vigore al momento del trasferimento.

In Tunisia, invece, la fiscalità resta uno dei fattori che rendono il Paese interessante per molti pensionati italiani, anche con assegni non particolarmente elevati. Ma il divario resta netto: chi arriva con una pensione solida può gestire meglio affitto, sanità privata e rientri periodici in Italia; chi parte con un assegno più basso è molto più esposto all'aumento dei prezzi, al cambio e al costo dei voli.

Come costruire il proprio budget pensionistico all'estero?

La soluzione sarebbe risparmiare nel corso di tutta la vita lavorativa, niente di particolarmente rivoluzionario. In Giappone i governi che si sono succeduti nel tempo esortano da decenni i lavoratori attivi a mettere da parte fondi per la pensione. Anche in questo caso, il consiglio si scontra con la realtà dell'inflazione e della precarietà del lavoro. C'è anche chi vede in questo approccio un implicito riconoscimento del fallimento dei sistemi statali di welfare.

Come per qualsiasi trasferimento all'estero, il primo passo è stilare un elenco dettagliato delle entrate e delle uscite attuali e future. La differenza principale rispetto a un espatrio tradizionale risiede nella potenziale riduzione del reddito: il pensionato espatriato dovrà fare i conti con entrate più contenute, a meno che non disponga di ulteriori fonti di reddito come affitti o attività lavorative consentite nel paese di destinazione.

È possibile migliorare il proprio budget scegliendo un paese con un costo della vita inferiore a quello del paese d'origine, ma è necessario procedere con prudenza, soprattutto nel contesto attuale. L'inflazione può erodere rapidamente il budget degli espatriati.

Attenzione alle spese nascoste, in particolare quelle legate alla salute: anche in questo caso, chi dispone di redditi più bassi è maggiormente esposto. I pensionati espatriati farebbero bene a tenersi aggiornati sulle eventuali riforme fiscali del paese ospitante, come dimostra l'esempio della Thailandia con la riforma fiscale del 2024.

Fonti:

Vita quotidiana
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Francesca
Autore

Dal 2012 gestisco la community italiana di ´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all'estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di ´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all'estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all'estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all'estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all'estero, dalla viva voce di chi l'ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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