Roberta è laureata in Lingue e Letterature Straniere. Dopo essersi dedicata per alcuni anni all'insegnamento in Italia ed in Belgio, si trasferisce a Lomè dove apre assieme al marito un centro dedicato allo sviluppo e promozione della lingua italiana.
Ciao Roberta, hai voglia di raccontarci un po' di te e dei motivi che ti hanno portato a Lomè, in Togo?
Sono sposata con un Togolese e da diversi anni pensavamo all'idea di spostarci in Togo, un giorno. Avevamo voglia di un posto dove fosse possibile esprimere la nostra creatività , le nostre competenze. Un luogo dove sperare e sognare fosse ancora possibile. Così, dopo aver vissuto 4 anni a Bruxelles, ci siamo finalmente decisi. Ed eccoci qua, da febbraio di questo anno.
Non siamo moltissimi, ma più di quello che pensavo quando sono arrivata. In questi mesi, ho costruito una belle rete di contatti e amicizie con gli Italiani che vivono qui, anche grazie al mio lavoro. Abbiamo organizzato, per esempio, una Fiera Italiana per l'inaugurazione del nostro Centro Culturale Italiano. C'erano alcuni Italiani che hanno attività commerciali qui. Si tratta di persone venute qui con l'idea di creare un'attività , un po' come noi. Ci sono, per esempio, due ragazze architette che hanno messo su uno studio di architettura, un'altro che ha aperto un negozio dove vende materiali italiani per la casa (piastrelle, porte, cucine, ecc.), un altro ragazzo, sposato con una ragazza togolese, che sta pensando di creare un servizio di catering italiano. Insomma, sono persone veramente in gamba, dinamiche e intelligenti.
Paese che vai, usanze che trovi: c'è un'abitudine locale che ti ha maggiormente colpito?
Si, come dicevo prima, il fatto che la famiglia sia molto importante e come viene vissuta la morte. Per esempio, nella casa familiare di mio marito, hanno riservato una piccola stanza per gli antenati. Ci sono tutte le foto delle persone più importanti della famiglia e c'è un piccolo spazio dove si mettono le offerte per loro (cose da bere o da mangiare) quando si va a trovarli.
La vita è abbastanza cara. Se si vuole mangiare bene, cioè mangiare carne o pesce prodotto in loco (e non proveniente dall'Europa, congelato), bisogna spendere. Poi, diciamo che un discorso a parte merita lo straniero, come me, che vive qui. Se si va nei supermercati per bianchi o per togolesi che vogliono fare i bianchi, si spendono un sacco di soldi, ma spesso si torna a casa con roba di pessima qualità . Prodotti che in Europa sono venduti come sottomarca, qui diventano chic e carissimi. E' veramente una presa in giro. Io ho smesso di andare in questi supermercati, tranne quando voglio fare la pizza o qualcosa di particolare. Mangio locale: verdura, frutta, carne e pesce. La pasta si trova e anche altre piccole cose di cui ogni tanto posso aver voglia (il vino, ecc.).
A livello di vita sociale e culturale, che opportunità offre la città ?
Dal punto di vista sociale, la città , come dicevo prima, è ricchissima: migliaia di bar dove tutti i week-end, ma anche durante la settimana, la gente si trova a bere e chiacchierare; ci sono alcuni centri culturali che organizzano concerti, esibizioni e serate particolari; ci sono i locali un po' all'europea (più cari), dove è possibile mangiare e bere qualcosa. Ci sono i locali dove organizzano concerti dal vivo. Ci sono le discoteche (anche se la gente può mettersi a ballare in un bar qualunque o per strada). Mancano i cinema (c'è solo qualche centro culturale che organizza proiezioni). Ci sono le spiagge con bar e locali. E poi le chiese. Si, le chiese evangeliche, qui, sono un vero fenomeno sociale. Ce n'è una ogni 100 metri e sono attivissime. A volte, organizzano delle notti di veglia, altre volte sessioni di preghiera durante la settimana, ecc.
Raccontaci la tua giornata e come passi il tempo libero...
Per quanto concerne l'assistenza sanitaria, come giudichi il livello delle cure a Lomè? Meglio optare per il settore pubblico o privato?
Questo, insieme alla non gestione dei rifiuti che, quindi, vengono spesso bruciati per strada (anche se è più materiale organico che plastica), è l'aspetto negativo della mia vita qui. Devo dire che, in realtà , fino ad ora, non ho avuto grandissimi episodi spiacevoli, seppur abbia avuto a che fare con gli ospedali (privati). Bisogna dire, però, che qui i medici hanno la tendenza a dare antibiotici per qualsiasi cosa, hanno la tendenza a credere che qualsiasi malattia tu abbia sia per forza malaria e accadono cose strane. Una volta, per esempio, sono andata in un ambulatorio di quartiere per la mia bambina di 2 anni e ho dovuto comprarle il termometro allo sportello, prima di poterla far visitare dal medico.
Trasferirsi all'estero è un'esperienza che arricchisce ma comporta anche difficoltà , come descriveresti i diversi aspetti della tua esperienza?
E' solo mettendosi alla prova in contesti diversi che possiamo capire davvero i nostri limiti e la nostra forza, quindi direi che è un'esperienza sempre interessante. Inoltre, è solo vivendo in altri paesi che ho capito i limiti dell'Italia rispetto al Belgio, per esempio, dell'Europa rispetto all'Africa e viceversa. Il sito del nostro Centro Culturale Italiano è: www.lacasaitalianatogo.com