Amante dell'arte, dei viaggi e delle culture straniere, Monica sta vivendo un'interessante esperienza nella città cinese di Qingyuan. Lavora come insegnante di inglese presso una scuola privata locale.
Ciao Monica e grazie per averci concesso quest'intervista! Ci racconti un po' di te, dove vivi ora e quanto tempo fa hai lasciato l'Italia?
Ciao! Mi chiamo Monica, ho 30 anni e sono originaria di Brescia. Qualche anno fa mi sono laureata in DAMS a Padova; sono sempre stata molto interessata all'arte nelle sue varie forme e adoro viaggiare e conoscere nuove culture. Negli ultimi anni mi sono avvicinata sempre di più alle culture dell'estremo oriente: il mio interesse è partito dalla pop culture per poi estendersi a vari aspetti più tradizionali. Dopo essermi laureata, avendo molto tempo libero, ho deciso di seguire un corso di mandarino e da li ho deciso di cercare lavoro o un qualcosa da fare in Cina per poter studiare meglio la lingua e per poter scoprire questo paese. Certo prima di riuscire ad arrivare in Cina mi ci sono voluti quasi 3 anni, durante i quali un po' ho lavorato e vissuto in Italia, mi sono trasferita in Corea, sono ritornata in Italia e poi ancora in Corea. Alla fine lo scorso settembre sono arrivata in Cina, a Qingyuan (una tipica nuova piccola città cinese, a un'ora da Guangzhou) nel Guangdong.
Non credo. Con me lavoravano un ragazzo spagnolo, una ragazza portoghese e un ragazzo giapponese. So di altri stranieri in città che lavorano come insegnanti.
So che stai studiando il cinese, come te la cavi nell'apprendimento di questa lingua?
Ho iniziato a studiare cinese in Italia, ho seguito un corso per tre mesi e poi ho studiato come autodidatta, però arrivata qui ho capito che il mio mandarino era veramente pessimo..e lo è ancora. Appena arrivata qui mi sono molto impegnata però ho capito che per imparare veramente il mandarino bisogna seguire un corso serio, magari un corso universitario per stranieri. Al momento io so leggere un po' di caratteri, so scrivere ma la mia pronuncia è pessima...faccio molta fatica con quei quattro toni! Tra l'altro qui parlano soprattutto cantonese quindi mi capita molto raramente di sentir parlare mandarino. Insomma ho ancora molta strada da fare, ci vorrà ancora un po' di tempo.
E' possibile comunicare e cavarsela nella vita di tutti i giorni sapendo solo l'inglese?
No! Poche persone capiscono l'inglese. Se vado al mercato, al supermercato, nei ristoranti, nei negozi è veramente rarissimo che qualcuno riesca a capirmi parlando inglese; a volte ci sono delle commesse o commessi giovani che in qualche modo riescono a mettere insieme una frase in inglese, ma tutto molto a livello base, molto molto base.
Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra lo stile di vita cinese e quello italiano?
Parliamo un po' di cucina: quali sono i piatti tipici nella zona del Guangdong? Incontrano i tuoi gusti?
Adoro la cucina cantonese ! Io sono molto interessata alle varie culture gastronomiche; mi piace mangiare, certo, ma mi piace anche capire quello che mangio, quindi prima di arrivare in Cina mi sono ben documentata sulle tradizioni culinarie locali. La cucina cantonese è una delle principali cucine cinesi, è forse quella più sana e varia, fatta di cotture veloci e ingredienti freschi, non è per niente piccante e a volte è anche non troppo saporita. Essendo a sud, in tavola c'è sempre il riso accompagnato da verdure e carne, pesce, tofu. Da quanto ho capito, uno dei piatti tipici di Qingyuan è una sorta di zuppa di pollo con bacche goji, zenzero, giuggiole che viene mangiato quando fa freddo per riscaldarsi. Parlando della cucina cantonese, molto famoso è il Dim Sum o Yum Cha, che mi è sempre stato tradotto come "Tè del mattino", cioè una sorta di brunch che può iniziare anche molto presto, che comprende diversi piattini di cibo: di solito è composto da ravioli di gamberi al vapore, ravioli "tostati", panini al vapore ripieni di carne, tartellette ripiene di una sorta di crema pasticcera, zampette di gallina, broccoletti lessati e conditi con salsa di soia, delle grandi polpette di riso glutinoso con ripieno di funghi e pollo cotte al vapore in foglie di loto, e tante altre cose. Questa colazione in grande è accompagnata da tè verde o tè nero o tisana di crisantemi e di solito è una cosa che va per le lunghe: si resta a tavola ore a chiacchierare e mangiare, insomma non è una cosa da tutti i giorni. Come ho già detto mi piace molto la cucina cantonese: per esempio, una delle colazioni tipiche, i Changfen, cioè una sorta di omelette sottilissima fatta con farina di riso, riempita di carne macinata, gamberetti, insalata, uova, cotta al vapore e servita con salsa di soia; mi piacciono molto anche i Jiaozi (ravioli al vapore), Xiaolongbao (piccoli panini ripieni di carne e cotti al vapore), i vari tipi di Baozi sia dolci che salati (panini al vapore ripieni). Questi sono tutti cibi da colazione, di solito accompagnati da latte di soia o noodles in brodo o porridge, che però io consumo anche durante gli altri pasti. Qui ho anche avuto la possibilità di assaggiare altri tipi di cucina cinese, come quella dello Hunan o quella del nord-est del paese: cucine molto diverse ma così gustose!
A fine marzo tornerò in Italia e poi non so! Di sicuro in futuro voglio tornare in Cina e restare per un periodo più lungo, imparare meglio la lingua e magari lavorare come insegnante ma in un contesto diverso; vorrei vivere nella campagna cinese, le città troppo grandi non fanno per me.