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Mi chiamo Giorgio e vengo da Trieste.

Giorgio è triestino. Ex impiegato di banca in pensione, si è trasferito a Smederevska Palanka, una città della Serbia centrale, tre anni fa con la moglie. Nel tempo libero si dedica alla cura del terreno davanti a casa, allo studio del serbo e ai suoi quattro cani.
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Attualmente vivo a Smederevska Palanka, in Serbia.
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Tre anni fa.
Nessun dubbio. Io e mia moglie da tempo avevamo in progetto questo trasferimento.
No, si tratta della prima esperienza.
Per 35 anni ho lavorato in banca ed ora sono in pensione.
In base alla legge serba sulla cittadinanza (zakon o dravljanstvu republike Serbije Glasnik/gazzetta ufficiale n. 135/2004 e n.90/2007/ art 14), lo straniero può chiedere la cittadinanza dopo tre anni da quando ha la residenza permanente effettiva (prebivalište) in Serbia.
Per avere la residenza permanente effettiva bisogna soggiornare continuativamente con il permesso di soggiorno per cinque anni. In totale gli anni sono quindi otto.

Di cose ne ho tante da fare. Devo curare il terreno che ho davanti alla casa, stare con i mei cani (ne ho quattro), studiare il serbo, fare nuove amicizie.
Mi sono trasferito con mia moglie che è cittadina serba. Non abbiamo figli.
Entrando in Serbia come turista e rimanendovi per un periodo limitato, prima di partire bisogna recarsi alla propria USL di competenza in Italia e farsi rilasciare un documento che dovrà essere vistato dall'apposito ufficio sanitario serbo della località in cui ci si reca. Cosi facendo si avrà diritto all'assistenza sanitaria completa e gratuita.
Se uno risiede in Serbia con il permesso di soggiorno è opportuno che si iscriva al servizio sanitario serbo.
Nel mio caso, essendo sposato con una cittadina serba, pago mensilmente per me e mia moglie circa 20,00 euro (si paga mensilmente e l'importo da un mese all'altro puo' variare, ma di poco).
Ho diritto all'assistenza sanitaria completa ( medico di base più eventuale ricovero ospedaliero).
I medici di base non hanno uno studio professionale proprio come in Italia ma usufruiscono di quella che loro chiamano Casa della salute. Poichè sono pochi le file solo lunghissime per cui, in caso di necessità , mi reco da un medico privato che costa molto ma molto meno che in Italia.
Il mio ospedale di riferimento è una cosa pazzesca ben al sotto di ogni standard qualitativo. Solo i medici si salvano in quanto sono bravi e competenti.
A mia moglie hanno diagnosticato una malattia rara che nessun medico in Italia aveva preso in considerazione.
La sanità privata è un'altra cosa. Fino ad ora non l'ho sperimentata però credo sia ottima.
Non so se questa situazione sia uguale in tutta la Serbia, credo che a Belgrado le cose vadano meglio.
Ancora un'annotazione: stranamente le medicine costano meno che in Italia, in alcuni casi si arriva al 50% in meno.
In linea generale mi trovo bene.
Consiglio di evitare la zona bassa della città . Quando piove molto il fiume Jasenica che attraversa la città esce dagli argini e allora sono guai.
Io per fortuna abito in collina.
Nella mia città , autobus di linea come li intendiamo noi in Italia non ce ne sono, ci si sposta in macchina o in taxi.
I taxi sono talmente convenienti che costa di più usare l'automobile.
Da casa mia al più vicino supermercato, che dista alcuni chilometri, con il taxi pago circa 180 dinari serbi, al cambio attuale 1,50 euro!
I dati ufficiali parlano di un forte disoccupazione. Forse nelle grandi città come Belgrado, Niš o Novi Sad c'è qualche possibilità però non ho elementi per essere più preciso.
Dipende dal tipo di lavoro. Nei settori medio-bassi assolutamente si.
Che io sappia non ci sono problemi di questo genere.
In linea di massima tutto costa meno che in Italia. Dove si risparmia molto è sulla bolletta elettrica e sui lavori che si fanno in casa.
Porto il mio caso: nella mia zona non c'è il gas e quindi tutto va a energia elettrica. La mia spesa mensile media per energia elettrica, telefono, ADSL ed assicurazione sanitaria si aggira sui 150-160 euro.
Se si va al mercato cittadino frutta e verdura costano meno della metà che in Italia; faccio un esempio: le prugne al chilo a Trieste le ho viste a 2 euro, qui si trovano a 40 centesimi, i pomodori costano 50-60 centesimi al chilo, le angurie a 15-20 centesimi al chilo, le pesche a 50-80 centesini al chilo.
Al supermercato i prezzi sono leggermente superiori.
Faccio altri esempi del costo della vita: quando vado dal barbiere per tagliarmi i capelli pago 250 dinari che corrispondono a circa 2 euro.
Un pacchetto di sigarette in media costa 2-2,50 euro, la signora che mi fa le pulizie in casa chiede 3 euro all'ora.
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Faccio riferimento logicamente alla zona in cui abito.
I pro sono: grande gentilezza e disponibilità dei Serbi verso gli Italiani. Noi Italiani siamo veramente ben visti. Sta a noi che viviamo in Serbia che questo giudizio non cambi.
Costo della vita più basso che in Italia.
Meno burocrazia, tasse ecc.
Contro: la lingua. Per noi il serbo è molto difficile.
Ci sono poi delle cose che non mi piacciono ma che purtroppo esistono, mi riferisco alla situazione delle strade, della segnaletica stradale trascurata, della pulizia della città che lascia a desiderare e il fenomeno dei cani randagi.




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