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Emirati Arabi e permesso di lavoro: le donne possono ora sponsorizzare il coniuge

Scritto daFrancescail 07 Agosto 2019

Fino ad oggi solo le donne potevano beneficiare di un permesso di lavoro sponsorizzato da un membro della famiglia.
I mariti potevano sponsorizzare le loro mogli per l鈥檕ttenimento di un permesso di lavoro, ma non viceversa.
Le cose sono cambiate infatti, a partire da Agosto 2019, le donne possono sponsorizzare i loro mariti, padri e figli.
Ci貌 consentir脿 a pi霉 professioniste donne di trovare ed accettare posizioni lavorative negli Emirati Arabi Uniti aumentando cos矛 il bacino della forza lavoro nel paese.聽

La notizia 猫 stata annunciata qualche giorno fa dal Ministero delle Risorse Umane degli Emirati Arabi Uniti.
Le aziende possono ora assumere gli uomini che vivono nel paese con un visto da dipendente ottenuto perch茅 la moglie lavora in loco.聽
I mariti o altri membri maschi della famiglia possono ora vedere il visto da dipendente commutarsi in un visto di lavoro.聽

I requisiti per poter sponsorizzare il permesso di lavoro di un familiare rimangono invariati ossia: il richiedente espatriato in impiego deve guadagnare almeno 4.000 AED mensili oppure 3.000 AED disponendo di un alloggio.
Se si volessero sponsorizzare i genitori in questo caso bisogna guadagnare almeno 20.000 AED al mese oppure 19.000 AED vivendo in un appartamento sufficientemente grande per poterli ospitare. Affinch茅 una madre single possa sponsorizzare un figlio, deve guadagnare uno stipendio a partire da 10.000 AED.

In passato le donne espatriate che lavoravano negli Emirati Arabi Uniti potevano sponsorizzare il marito per l'ottenimento di un visto da dipendente che non dava diritto ad essere impiegati. Di fatto quindi per la legge non potevano lavorare.

Secondo il Gulf News, questa mossa 猫 stata accolta favorevolmente sia dalla comunit脿 di espatriati negli Emirati Arabi Uniti sia dalle aziende locali.
Per le donne, questo significa che possono vivere nel paese con il marito incrementando considerevolmente il reddito della famiglia.
Le imprese locali, dal canto loro, vedono ampliarsi il ventaglio di professionisti da poter assumere.

Prima dell'entrata in vigore di questa normativa, un uomo residente negli EAU con un visto da dipendente doveva fare da zero una richiesta di permesso di lavoro.
Parte dei costi per l'ottenimento del visto di lavoro, e alcune formalit脿, dovevano essere prese a carico dall'azienda; va da s猫 che 聽in molti casi la candidatura di uno straniero non andava a buon fine dato il dispendio a livello di tempo e di soldi che il datore di lavoro doveva assumersi.

Fonti:

Visti
Formalit脿 burocratiche
visto di lavoro
emirati arabi uniti
A proposito di

Dal 2012 gestisco la community italiana di 大咖福利影院, dove accompagno quotidianamente italiani gi脿 espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanit脿, scuola, fiscalit脿, burocrazia e vita quotidiana all鈥檈stero. Il mio ruolo 猫 ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di 大咖福利影院, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all鈥檈stero, le relazioni interculturali e l'identit脿 italiana nel mondo, le opportunit脿 di studio e lavoro per i giovani italiani all鈥檈stero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all鈥檈stero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all鈥檈stero, dalla viva voce di chi l鈥檋a vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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