
Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti sono già in corso. Nel dibattito politico tra Trump e Biden spiccaÌýla questione relativa all'immigrazione, sulla quale i due candidati hanno posizioni opposte. L'esito della campagna determinerà il futuro di migliaia di persone che già vivono negli USA o che progettano di trasferirsi.Ìý
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Nel corsoÌýdella campagna elettorale, le visioniÌýdi Trump e Biden si sono rivelate diametralmente opposte. E negli incontri televisivi faccia a faccia è risultato chiaro che le loro proposte siano agli antipodi.
Secondo Trump,Ìýgli immigrati rappresentano una minaccia per iÌýlavoratoriÌýamericani. Un discorso protezionistico, bollato come xenofobo e populista, che tuttavia è si fatto stradaÌýin una parte dell'elettorato. Contrariamente a questa strategia demagogica, la realtà è che gli Stati Uniti fanno ampio affidamento sullaÌýmanodopera straniera, in vari settori dell'economia.
Dall'altra parte opposta del ring c'èÌýBiden, che si esprime con un tono diverso, più pragmatico e conciliante. Il candidato democratico, nel suo discorso, conferisceÌýgrande importanza al contributo apportato dalle diverse ondate migratorie che hanno plasmato la società americana odierna. A differenza di Trump, mostra molta più empatia verso la causa dei rifugiati e dei richiedenti asilo.Ìý
L'asse della questione sull'immigrazione non gira solo intornoÌýall'ingresso nel Paese di nuovi espatriati, ma anche sugli 11 milioni di quelliÌýche sono negli Stati Uniti in modo irregolare.ÌýSe consultiamo i due programmi elettorali, le loro differenze inÌýmateria sono abissali.Ìý
Dreamers e il programma DACA
Una delle questioni più spinose nel dibattito sull'immigrazione è lo status dei giovaniÌýche sono arrivati ​​negli Stati Uniti ancoraÌýminorenni. Si stima siano circa 6 milioni e mezzo.ÌýPer le autorità , la loro presenza è illegale. Devono essere espulsi? Il gruppo dei dreamers, cheÌýprende il nome dal DREAM Act, un disegno di legge che mirava a garantire uno status legale ai giovani immigrati residenti illegalmente negli Stati Uniti,Ìýconta piùÌýdi 3 milioni e mezzo di individui. Solo a 825.000 è stata concessa l'amnistia controÌýl'espulsione.
Il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) è stato creato durante l'amministrazione Obama, e concede una moratoria sull'espulsione di immigrati illegali a questeÌýcondizioni: essere arrivati ​​negli Stati Uniti aÌýsedici anni non compiuti, aver risieduto ininterrottamente nel Paese dal 15 giugno 2007; e avere meno di 31 anni alÌýgiugno 2012. Il programma è entrato in una guerra giudiziaria, nel 2017, che ha portato alla sospensione del programma per i nuovi richiedenti, pur continuando a garantire protezione a quelli già registrati.
Cosa ne sarà di tutti questi giovaniÌýdopo le elezioni? L'attuale amministrazione Trump sta spingendoÌýper l'abrogazione del programma DACA, quindi tutto fa pensareÌýche la manovra sarà portata avanti in un ipotetico nuovo mandato. Pertanto, ai 3 milioni e mezzo di dreamers che potrebbero essere espulsi, vanno aggiunti i beneficiari del programma DACA (825.000) eÌýun milione e mezzo di altri immigrati che, pur rispondendo ai requisiti, non hanno potuto candidarsi, a causa della sospensioneÌýdel programma nel 2017.
Biden, invece, sostiene la continuità del programma DACA e la sua applicazione ai dreamers. In questo senso, il candidato democratico va oltre e propone un'amnistia generale che auspica la regolarizzazione degli undici milioni di immigrati irregolari unitamente aiÌýricongiungimentiÌýfamiliari.
Restrizioni di ingresso, rifugiati e asilo
L'amministrazione TrumpÌýha imposto severe restrizioni sull'ingresso di cittadini provenienti daÌýIran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Venezuela e Yemen, per motivi di sicurezza nazionale. Queste limitazioniÌýsono state estese, nel 2020, ad altri sei paesi. Nulla fa pensareÌýche la posizione dell'attuale presidente cambierà in futuro. Al contrario, Biden auspicaÌýuna revisione di queste disposizioniÌýe la loro progressiva soppressione, sottolineandone la natura discriminatoria.
Durante la presidenza TrumpÌýil budget destinato all'accoglienza dei rifugiati è stato progressivamente ridotto. Sono stati inoltre aboliti numerosi programmi di cooperazione governativa ed è stato limitato l'ingresso di cittadini provenienti da Paesi con cui gli USA sono entrati in conflittoÌý(Iraq, Siria, Libia, Yemen, ...). Se eletto, Biden ha dichiarato si adopererà Ìýper invertire i cambiamenti apportati da Trump, facendoÌýdegli Stati Uniti un punto di riferimento nel campo dell'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo.
Il muro
Il muro che si sta costruendo tra Stati Uniti e Messico è la rappresentazione tangibile dellaÌýpoliticaÌýdi Trump sull'immigrazione.ÌýUn'iniziativa fortemente controversa che èÌýdiventata l'emblema della recente campagna presidenziale. Il progetto è in corso ed il muro continuerà ad estendersiÌýfino alla fine di quest'anno.ÌýBiden, invece, considera questo progetto inutile allo scopo e si batte perÌýun ammodernamento dei dispositivi di controllo dei ÌýconfiniÌýe per un'analisi più approfondita delle strategie globali sulla migrazione. In un momento così delicato della campagna elettorale, non vanno trascurati i 30 milioni di elettori latinoamericaniÌý(il 13% dei votanti), di cui circa il 60% sono messicani. La questione relativa all'immigrazione avrà un ruolo cruciale nella decisione degli elettori.



















