Cari espatriati, vi è mai capitato di perdere le parole? O meglio, nella vostra testa avete ben chiaro quello che volete dire ma al momento di esprimervi non riuscite ad emettere suono?<\/p>
In questo momento vivo in paese dove si parla sia inglese che francese. Li ho studiati entrambi da giovane. Francese alle medie, ai miei tempi insegnavano solo quello, e l'inglese alle superiori. Li ho perfezionati in seguito nei vari soggiorni all'estero.<\/p>
Negli ultimi tempi, causa forse una condizione di tensione, possibile riflesso della pandemia, quando mi ritrovo in società non riesco ad esprimermi come vorrei e faccio delle gaffe terribili. O capisco il contrario di quello che la persona mi sta dicendo e rispondo fischi per fiaschi... oppure mi è ben chiaro il significato della domanda ma non riesco a formulare una risposta pertinente. Finisco per dire due cose banali, e mi avvilisco.<\/p>
L'impossibilità di esprimermi con la stessa fluidità su cui potrei contare se usassi la mia lingua madre è davvero limitante. Mi chiedo se succeda solo me o anche ad altri espatriati. Ad onor del vero, per far fronte al problema, ho pensato di iscrivermi a dei corsi di lingua,per ampliare il vocabolario ed essere più sicura di me stessa. Francese per iniziare. Avevo trovato una scuola, stavo per iniziare il corso e poi è arrivato il covid e l'inizio delle lezioni è stato posticipato a data di destinarsi.<\/p>
Vi è mai capito di incontrare un conoscente per strada, dal panettiere, in palestra… che ti saluta e ti chiede come stai e mentre tu stai per rispondere lui è già indaffarato in altro? Quando ti imbatti nell'inglese, ti dice: ”Hello, how are you?” e nel mentre che tu abbozzi un: “Fine thanks, and yourself?”, ti rendi conto che non gliene frega di sapere come stai ma la sua domanda è una formula di rito. Io nell'indecisione tutt'ora rispondo, anche se a volte mi sento un po' stupida. Lo stesso con i francesi. Quando ti dicono: “Ca va?”, non ho ancora capito cosa si aspettio di sentire come risposta. Posto che se ne aspettino una. <\/p>
Ultimamente mi sono anche messa in dubbio. Premetto che sono più di due anni che non riesco a tornare a casa ma dai miei ricordi, in Italia, quando si saluta chiedendo a qualcuno come sta, è buona educazione rispondere, esatto?<\/p>
Altra cosa di cui un po' mi dispiace è che mi rendo conto che il mio vocabolario in italiano è notevolmente regredito. Non parlando la lingua ogni giorno, ho dimenticato tanti modi di dire o il significato di vocaboli per cosi dire “forbiti”. Che vergona, spesso mi ritrovo a dover cercare il significato di alcune parole sull'enciclopedia online della Treccani. Mi consola, in minima parte, il fatto di non aver perso la voglia e la curiosità di documentarmi nel momento in cui mi sento in difetto. <\/p>
Questa è la mia esperienza, se avete voglia di condivere la vostra, magari servirà a farmi sentire meno inadeguata :-)<\/p><\/body><\/html>","mainEntityOfPage":{"@type":"WebPage","id":"https:\/\/www.expat.com\/it\/expat-mag\/6605-riflessioni-sullespatrio-e-sulle-difficolta-di-comunicazione.html"}}
Cari espatriati, vi 猫 mai capitato di perdere le parole? O meglio, nella vostra testa avete ben chiaro quello che volete dire ma al momento di esprimervi non riuscite ad emettere suono?
In questo momento vivo in paese dove si parla sia inglese che francese. Li ho studiati entrambi da giovane. Francese alle medie, ai miei tempi insegnavano solo quello, e l'inglese alle superiori. Li ho perfezionati in seguito nei vari soggiorni all'estero.
Negli ultimi tempi, causa forse una condizione di tensione, possibile riflesso聽della pandemia, quando mi ritrovo in societ脿 non riesco ad esprimermi come vorrei e faccio delle gaffe terribili. O capisco il contrario di quello che la persona mi sta dicendo e rispondo fischi per fiaschi... oppure mi 猫 ben chiaro il significato della domanda ma non riesco a formulare una risposta pertinente. Finisco per dire due cose banali, e mi avvilisco.
L'impossibilit脿 di esprimermi聽con la stessa fluidit脿 su cui potrei contare se usassi la mia lingua madre 猫 davvero limitante. Mi chiedo se succeda solo me o聽anche ad altri espatriati. Ad onor del vero, per far fronte al problema, ho pensato di iscrivermi a dei corsi di lingua,per ampliare il vocabolario ed essere pi霉 sicura di me stessa. Francese per iniziare. Avevo trovato una scuola, stavo per iniziare il corso聽e poi 猫 arrivato il covid e l'inizio delle lezioni 猫 stato posticipato a data di destinarsi.
Vi 猫 mai capito di incontrare un conoscente per strada, dal panettiere, in palestra鈥 che ti saluta e ti chiede come stai e mentre tu stai per rispondere lui 猫 gi脿 indaffarato in altro? Quando ti imbatti nell'inglese, ti dice: 鈥滺ello, how are you?鈥 e nel mentre聽che tu abbozzi un: 鈥淔ine thanks, and yourself?鈥, ti rendi conto che non gliene frega di sapere come stai ma la sua domanda 猫 una formula di rito. Io nell'indecisione tutt'ora rispondo, anche se a volte mi sento un po' stupida. Lo stesso con i francesi. Quando ti dicono: 鈥淐a va?鈥, non ho ancora capito cosa si aspettio di sentire come risposta. Posto che se ne aspettino una.聽
Ultimamente mi sono anche messa in dubbio. Premetto che sono pi霉 di due anni che non riesco a tornare a casa ma dai miei ricordi, in Italia, quando si saluta chiedendo a qualcuno聽come sta, 猫 buona educazione rispondere, esatto?
Altra cosa di cui un po' mi dispiace 猫 che mi rendo conto che il mio vocabolario in italiano 猫 notevolmente regredito. Non parlando la lingua ogni giorno, ho dimenticato tanti modi di dire o il significato di vocaboli per cosi dire 鈥渇orbiti鈥.聽Che vergona, spesso mi ritrovo a dover cercare il significato di alcune parole聽sull'enciclopedia online della Treccani. Mi consola, in minima parte, il fatto di non aver perso la voglia e la curiosit脿 di documentarmi nel momento聽in cui mi sento in difetto.聽
Questa 猫 la mia esperienza, se avete voglia di condivere la vostra, magari servir脿 a farmi聽sentire聽meno inadeguata :-)
Dal 2012 gestisco la community italiana di 大咖福利影院, dove accompagno quotidianamente italiani gi脿 espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanit脿, scuola, fiscalit脿, burocrazia e vita quotidiana all鈥檈stero. Il mio ruolo 猫 ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma.
Scrivo articoli per il magazine di 大咖福利影院, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all鈥檈stero, le relazioni interculturali e l'identit脿 italiana nel mondo, le opportunit脿 di studio e lavoro per i giovani italiani all鈥檈stero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all鈥檈stero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.).
Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all鈥檈stero, dalla viva voce di chi l鈥檋a vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es.
Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.
Brutta sensazione, non c'e' che dire...Ad essere sinceri ancora non mi e' capitato di sentire che il mio italiano era inadatto a quello che pensavo di dire: quello che ho provato piuttosto e' che la rarefazione dei contatti interpersonali degli ultimi due anni ha generato qualche difficolta' in piu' a tradurre i pensieri in parole, a prescindere dal linguaggio usato.
Temo che sia per certi versi normale che dopo un certo numero di anni la lingua madre, se non praticata per scritto e a voce abitualmente, si mostri a noi stessi non piu' solida come un tempo. Tuttavia se non si perde lo stimolo di cercare di colmare i vuoti che si verificano direi che si e' piu' che nella fisiologia!
Un commento riguardo al saluto: quando ero in US avevo imparato che il saluto comprendeva anche il chiedere come va. Era una cosa sola, mentre noi pensiamo siano 2 argomenti diversi. Da qui spesso la risposta che non veniva, talora, ascoltata ma solo sentita dall'interlocutore. Inoltre se rispondevi solo "ok" era il segnale che qualcosa non andava: di solito era tutto "All fine", "very good", "doing great"...etc
In Germania mi sembra che il saluto e la domanda "come va?" siano percepiti come distinti e vedo le persone pensarci un attimo prima di rispondere alla domanda.聽
Buon segno: in mezzo a tanti esseri pensanti ma sragionanti presenti in tutti i Paesi del mondo fa sempre piacere notare聽 qualcuno che sembra riflettere prima di parlare. Ovunque egli si trovi聽 :)
Cari espatriati, vi \u00e8 mai capitato di perdere le parole? O meglio, nella vostra testa avete ben chiaro quello che volete dire ma al momento di esprimervi non riuscite ad emettere suono?<\/p>
In questo momento vivo in paese dove si parla sia inglese che francese. Li ho studiati entrambi da giovane. Francese alle medie, ai miei tempi insegnavano solo quello, e l'inglese alle superiori. Li ho perfezionati in seguito nei vari soggiorni all'estero.<\/p>
Negli ultimi tempi, causa forse una condizione di tensione, possibile riflesso\u00a0della pandemia, quando mi ritrovo in societ\u00e0 non riesco ad esprimermi come vorrei e faccio delle gaffe terribili. O capisco il contrario di quello che la persona mi sta dicendo e rispondo fischi per fiaschi... oppure mi \u00e8 ben chiaro il significato della domanda ma non riesco a formulare una risposta pertinente. Finisco per dire due cose banali, e mi avvilisco.<\/p>
L'impossibilit\u00e0 di esprimermi\u00a0con la stessa fluidit\u00e0 su cui potrei contare se usassi la mia lingua madre \u00e8 davvero limitante. Mi chiedo se succeda solo me o\u00a0anche ad altri espatriati. Ad onor del vero, per far fronte al problema, ho pensato di iscrivermi a dei corsi di lingua,per ampliare il vocabolario ed essere pi\u00f9 sicura di me stessa. Francese per iniziare. Avevo trovato una scuola, stavo per iniziare il corso\u00a0e poi \u00e8 arrivato il covid e l'inizio delle lezioni \u00e8 stato posticipato a data di destinarsi.<\/p>
Vi \u00e8 mai capito di incontrare un conoscente per strada, dal panettiere, in palestra\u2026 che ti saluta e ti chiede come stai e mentre tu stai per rispondere lui \u00e8 gi\u00e0 indaffarato in altro? Quando ti imbatti nell'inglese, ti dice: \u201dHello, how are you?\u201d e nel mentre\u00a0che tu abbozzi un: \u201cFine thanks, and yourself?\u201d, ti rendi conto che non gliene frega di sapere come stai ma la sua domanda \u00e8 una formula di rito. Io nell'indecisione tutt'ora rispondo, anche se a volte mi sento un po' stupida. Lo stesso con i francesi. Quando ti dicono: \u201cCa va?\u201d, non ho ancora capito cosa si aspettio di sentire come risposta. Posto che se ne aspettino una.\u00a0<\/p>
Ultimamente mi sono anche messa in dubbio. Premetto che sono pi\u00f9 di due anni che non riesco a tornare a casa ma dai miei ricordi, in Italia, quando si saluta chiedendo a qualcuno\u00a0come sta, \u00e8 buona educazione rispondere, esatto?<\/p>
Altra cosa di cui un po' mi dispiace \u00e8 che mi rendo conto che il mio vocabolario in italiano \u00e8 notevolmente regredito. Non parlando la lingua ogni giorno, ho dimenticato tanti modi di dire o il significato di vocaboli per cosi dire \u201cforbiti\u201d.\u00a0Che vergona, spesso mi ritrovo a dover cercare il significato di alcune parole\u00a0sull'enciclopedia online della Treccani. Mi consola, in minima parte, il fatto di non aver perso la voglia e la curiosit\u00e0 di documentarmi nel momento\u00a0in cui mi sento in difetto.\u00a0<\/p>