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Addio alla tassazione zero nei Paesi del Golfo

Vita quotidiana 5 min di lettura
tax漏 Shutterstock.com

Per molto tempo, i Paesi del Golfo hanno esercitato una certa attrattiva sugli espatriati grazie all'assenza di tasse. Ma adesso stanno cercando di diversificare la loro economia dal settore petrolifero e questo richiede entrate fiscali. Tutti e sei i Paesi del CCG stanno gradualmente introducendo un regime fiscale, seppur basso, a partire dall'IVA, dalle accise, dall'imposta sui beni immobili e聽sulle societ脿. Per il momento non hanno ancora聽introdotto l'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Per la stabilit脿 economica dei Paesi del Golfo, alcune tasse sono necessarie

Dagli anni '70, i sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) - Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman - si sono affidati al settore petrolifero per sostenere la loro prosperit脿. La ricchezza legata al petrolio ha attirato un gran numero di espatriati nel settore privato, al punto che questi Paesi fanno affidamento per il 70-90% su una forza lavoro straniera, anche se stanno cercando di nazionalizzare la loro forza lavoro.

E' indubbio che un sistema fiscale estremamente vantaggioso, che prevedeva zero聽imposte sulle societ脿, sulle accise e sul valore aggiunto,聽abbia fatto da richiamo. Ora le cose sono cambiate ma il reddito da lavoro resta聽esentasse. Gli stranieri che sono impiegati come dipendenti possono ancora mettere da parte dei risparmi da inviare alla famiglia mentre gli imprenditori riescono a聽proteggere il loro patrimonio dalle pesanti aliquote fiscali vigenti nelle nazioni d'origine.聽

A partire dal 2017 sono state聽gradualmente introdotte alcune tasse. Perch茅? Secondo Oliver Wyman, una聽societ脿 americana di consulenza gestionale, alcune imposte sono ormai necessarie per mantenere la "stabilit脿 fiscale" dei Paesi del Golfo. I prezzi del petrolio sono in calo dal 2015 e i Paesi del Golfo stanno registrando un aumento del debito pubblico e alti deficit di bilancio. Inoltre, hanno iniziato a considerare l'importanza della聽transizione energetica ecologica. Anche il contraccolpo economico derivante dalla pandemia di Covid-19 ha fatto suonare il campanello d'allarme: 猫 poco prudente affidarsi esclusivamente al petrolio.

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Che tipo di tasse hanno introdotto i Paesi del Golfo?

Gli espatriati che lavorano in uno dei Paesi del Golfo possono tirare un respiro di sollievo: i loro redditi non sono al momento oggetto d'imposta. E' invece attiva una tassa sulle imprese di propriet脿 straniera (ovvero l'imposta sulle societ脿) nonch猫 IVA, accise e un'imposta sulle transazioni immobiliari.

Accise

Nel 2017 il Bahrain ha introdotto un'accisa che va dal 50% al 100% del prezzo di alcuni prodotti. Il tabacco e le bevande energetiche sono tassate al 100% al momento dell'acquisto, il che raddoppia il loro prezzo, mentre le bibite sono tassate al 50%. Gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita hanno attuato la stessa misura contemporaneamente, con un'aliquota compresa tra il 50 e il 100%. Nel 2019 le autorit脿 fiscali degli EAU hanno ampliato l'elenco dei prodotti sottoposti聽ad accisa. L'imposta 猫 ora applicata alla vendita di bibite, bevande energetiche, bevande zuccherate non gassate, tabacco e dispositivi elettronici per il fumo.聽

L'Oman e il Qatar sono stati gli ultimi in ordine di tempo ad applicare tale imposta, e lo hanno fatto nel 2019. Il Kuwait 猫 l'unico Paese del CCG dove non si paga, ma il governo sta valutando di introdurne una nel prossimo futuro che si applicherebbe non solo alla vendita di tabacco e alle bevande, ma anche ai beni di lusso.

IVA

Nel 2018, gli EAU hanno iniziato ad applicare l'IVA al 5% sulla maggior parte di beni e servizi. L'Arabia Saudita ha fatto lo stesso nel 2018, salvo poi aumentare l'aliquota al 15% nel 2020, per combattere l'impatto della pandemia. Il Bahrain ha introdotto l'IVA con un'aliquota del 5% nel 2019, che 猫 salita al 10% nel 2022 e l'Oman nel 2021, al 5%. In Kuwait e Qatar ancora non si paga, ma la situazione potrebbe cambiare in futuro.

Imposta sulle societ脿

A partire da giugno 2023, le aziende di propriet脿 straniera聽con sede negli Emirati Arabi Uniti saranno soggette a un'imposta sulle societ脿 pari al 9% dei loro profitti netti. La percentuale 猫 pi霉 bassa rispetto a quella applicata negli altri Paesi del CCG: 20% in Arabia Saudita, 15% in Kuwait e in Oman, 10% in Qatar.

Il Bahrain non prevede, al momento,聽un'imposta sulle societ脿, ma il suo Ministro delle Finanze e dell'Economia Nazionale ha dichiarato che adotter脿 il regime fiscale minimo effettivo globale per le societ脿.聽In passato, i Paesi del CCG sono stati inseriti nelle liste delle giurisdizioni fiscali non cooperative per via dell'inesistenza, o dell'esiguit脿, delle imposte sulle societ脿. Stanno quindi cercando di migliorare la loro reputazione per quanto attiene la conformit脿 con gli standard fiscali globali.聽

Imposta sulle transazioni immobiliari

Nel 2020, l'Arabia Saudita ha creato la Real Estate Transaction Tax (RETT) per le transazioni immobiliari. Si tratta di un'aliquota speciale del 5%. Gli altri Paesi del CCG non prevedono un'imposta speciale sugli immobili (per il momento!).

Anche se i Paesi del Golfo non sono pi霉 giurisdizioni completamente esenti da imposte, le tasse nella regione rimangono pi霉 basse che in altre parti del mondo. Hanno implementato queste tasse in modo graduale e cauto per evitare di spaventare gli espatriati e gli investitori stranieri. Hanno mantenuto zone economiche libere dove alcune imprese di propriet脿 straniera, che operano in settori chiave, pagano聽tasse societarie pi霉 basse. L'Arabia Saudita, ad esempio, ha appena lanciato quattro nuove Zone Economiche Speciali (ZES) dove le aziene聽pagheranno solo il 5% di tasse per i primi 20 anni.

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Ameerah Arjanee
Autore

Ameerah 猫 docente e tutor privato che insegna spagnolo e mandarino a Mauritius. 脠 stata anche traduttrice freelance, redattrice e scrittrice di contenuti per un decennio. Ha vissuto a Madrid e Pechino.

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