
"Ma no, non preoccuparti, tutti parlano inglese l矛". Una breve frase rassicurante che tutti abbiamo sentito preparando un espatrio. E che si 猫 rivelata essere una bugia, appena arrivati a destinazione. Perch茅 s矛, in molti Paesi, l'inglese 猫 la lingua ufficiale... sulla carta. Ma in realt脿, 猫 un'altra storia! Tra dialetti e lingue regionali, possiamo ritrovarci completamente persi. E qui, si pone la domanda: 猫 davvero necessario imparare la lingua locale per integrarsi? Oppure possiamo sopravvivere (e cavarcela bene) in modalit脿 turisti a lungo termine?
L'inglese ufficiale, il creolo quotidiano
Prendiamo l'esempio della Giamaica, del Belize o di isole del Pacifico come Vanuatu: ufficialmente si parla inglese. Ma nella vita di tutti i giorni? Si parla creolo giamaicano, kriol beliziano o bichelamar... lingue che fanno la felicit脿 dei linguisti e venire il mal di testa ai nuovi arrivati.
La stessa situazione si ritrova in molti Paesi africani anglofoni, come Nigeria, Kenya o Sudafrica. Anche l矛 l'inglese 猫 la lingua comune... solo che convivono anche hausa, yoruba, igbo, swahili, zulu, xhosa o pedi. E molto spesso sono proprio queste le lingue che si sentono di pi霉 ovunque.
Yann, francese residente in Tanzania, ci racconta la sua esperienza: 芦Onestamente ero molto sicuro di me. Parlo bene inglese, ho un buon livello, ho lavorato a Londra. Quindi, quando ho accettato un lavoro a Dar es Salaam, non mi sono fatto troppe domande. Quello che non avevo capito 猫 che qui le persone, tra di loro, parla swahili. L'inglese lo usano per educazione, ma senza vero coinvolgimento. Al lavoro nessun problema. Ma appena cerchi un po' di calore umano, devi passare allo swahili. Sfida accettata. Ho preso lezioni tre sere a settimana con un'insegnante adorabile, che mi ha spiegato che lo swahili 猫 una lingua molto logica, ma con costruzioni grammaticali che fanno venire voglia di urlare. All'inizio la gente rideva quando parlavo. Ora mi rispettano. Ci sono parole che ancora non riesco a pronunciare senza far ridere i colleghi. Ma ho guadagnato amici. E soprattutto ho smesso di sentirmi invisibile nel quartiere. Mi sento un po' uno di loro禄.聽
L'inglese 猫 la lingua ufficiale in molti Paesi come le Filippine, l'India o le Figi. Peccato che nessuno lo parli davvero come nelle serie di Netflix. Cos矛 ci si ritrova nel mezzo di una conversazione in tagalog, urdu, bengali o hindi, a fare cenni con la testa con il sorriso rigido del turista in pieno sovraccarico mentale.
Imparare o no? 脠 (anche) una questione di ego
Imparare una lingua locale non significa padroneggiarne la grammatica n茅 leggere Victor Hugo in quella lingua. Spesso si comincia da piccole parole di uso quotidiano, espressioni chiave e codici sociali.
Non 猫 una corsa alla perfezione, ma un atteggiamento di apertura. E i locali adorano quando uno straniero fa lo sforzo di parlare la loro lingua. Anche con un accento marcato. Si crea subito un ponte. Un legame. E una valanga di risate.
Molti espatriati non osano imparare la lingua del posto per paura di risultare ridicoli o perch茅 non si sentono all'altezza. Niente di pi霉 sbagliato!
芦In Svizzera ero redattrice. Le parole erano il mio strumento, giocavo con le sfumature, scolpivo le frasi, potevo passare venti minuti a scegliere tra 鈥済radevole鈥 e 鈥減iacevole鈥. Insomma, avevo un vero potere. Poi sono arrivata in Sudafrica. E l矛, quel potere si 猫 dissolto. Un giorno, in panetteria, sono riuscita a dire un patetico 鈥渋o vuole pane鈥. Nemmeno 鈥渄el pane鈥. Lo sguardo della panettiera era un misto di divertimento e piet脿. Mi sembrava di aver perso trenta punti di QI. All'improvviso non ero pi霉 una donna eloquente. Ero una straniera un po' smarrita che balbettava un inglese scolastico, con l'eleganza di un pesce fuor d'acqua. Sorridevo molto. Annuivo a tutto. Ero in modalit脿 鈥渟opravvivenza sociale鈥. La cosa pi霉 dura non era non capire. Era non poter rispondere. Non poter fare una battuta, porre una domanda acuta o semplicemente esprimere un'emozione con precisione. Non ero pi霉 davvero me stessa. Ero una versione semplificata, quasi muta, di me stessa. Cos矛 ho deciso di imparare lo zulu. Non solo per comprare il pane senza vergogna. Ma per ritrovarmi. Oggi n茅 il mio inglese n茅 il mio zulu sono perfetti. Ma posso discutere, ridere, e questo mi basta禄, racconta 脡lodie, svizzera residente in Sudafrica.
Questa perdita di ego 猫 anche l'inizio di qualcosa di autentico. Un modo per dire agli altri: 芦Faccio un passo verso di voi. Anche se sbaglio, voglio capire禄. E spesso questo passo viene accolto molto bene.
Alcuni espatriati osano. Altri invece restano per anni in un Paese senza mai parlare la lingua locale.聽芦I miei genitori vivono nelle Filippine da dieci anni. Parlano appena qualche parola di tagalog. Vivono tra francesi, vanno nei ristoranti per stranieri, leggono notizie francesi. 脠 una bolla. Io ho voluto qualcosa di diverso禄, ci racconta Cl茅mence, residente a Manila.
Italiani e lingue straniere: un rapporto complicato
Per gli italiani, questo passaggio 猫 spesso pi霉 complesso che per altri. Non tanto per una mancanza di capacit脿, quanto per un rapporto storicamente fragile con le lingue straniere. In Italia, per molto tempo, l'apprendimento linguistico 猫 stato soprattutto teorico: tanta grammatica, poca pratica, poche occasioni per usare davvero la lingua nella vita quotidiana.
Il risultato 猫 che molti partono convinti di potersela cavare con un inglese "di base",聽salvo rendersi conto che capire una lingua non basta per partecipare alle conversazioni, coglierne le sfumature e creare legami. Negli ultimi anni le cose stanno cambiando, soprattutto tra le generazioni pi霉 giovani, ma l'idea che l'inglese sia sufficiente ovunque resta diffusa. E si scontra presto con la realt脿. Perch茅 senza la lingua del posto non si perde solo precisione comunicativa: si resta fuori dalle conversazioni informali, dall'umorismo, dalle sfumature. E per una cultura come quella italiana, che fa della parola, dello scambio e della battuta un collante sociale fondamentale, questa distanza pesa spesso pi霉 del previsto.
脠 in quel momento, quando le parole non arrivano o arrivano male, che molti italiani capiscono che la lingua non serve solo a comunicare, ma a sentirsi sicuri, competenti e riconosciuti dagli altri 鈥 e che all'estero questa sicurezza viene spesso messa alla prova.
Lo shock culturale passa anche dalle orecchie
Quello che spesso si dimentica 猫 che la lingua locale non serve solo per ordinare pollo e riso al ristorante. Serve anche a capire la cultura, i riferimenti, l'umorismo e le emozioni. Imparare il creolo, lo swahili o il tagalog significa anche cogliere le battute, le canzoni, i proverbi e i giochi di parole. Non 猫 solo 鈥渇are uno sforzo鈥. 脠 entrare nelle sottigliezze, nei non detti e nei valori. 脠 scoprire che in alcune lingue esistono dieci modi diversi di dire 鈥渘oi鈥, a seconda che l'interlocutore sia incluso oppure no. Che l'umorismo non passa sempre dalle parole, ma dall'intonazione. Che certi proverbi sostituiscono un'intera spiegazione.
芦Mi sono innamorata di un haitiano a Port-au-Prince. Mi ha insegnato a parlare creolo. 脠 come se avessi scoperto la sua anima. Le parole in creolo hanno un calore che non trovavo in inglese禄, racconta Agn猫s, residente ad Haiti.
Nessuno si aspetta che diventiate esperti in due settimane. Ma fare lo sforzo di imparare qualche parola significa mostrare rispetto per la cultura locale. Significa dimostrare che non siete solo turisti permanenti, ma che avete davvero voglia di capire, di scambiare, di vivere insieme agli altri. 脠 quello che conferma Marie, residente a Port-Vila: 芦Il Vanuatu 猫 uno dei luoghi pi霉 ricchi al mondo dal punto di vista linguistico. Quasi tutti parlano inglese e francese, oltre al bichelamar, che 猫 il creolo locale. A questo si aggiungono i dialetti del villaggio e dell'isola. La maggior parte delle persone parla quindi quattro o cinque lingue correntemente. Quando sono arrivata, parlavo un po' di inglese. Questo mi ha permesso di capire e poi di parlare il bichelamar, un creolo locale derivato dall'inglese. Alla fine, oggi parlo meglio il bichelamar che l'inglese! 脠 una lingua piuttosto semplice. Per esempio, casa si dice 鈥渉aos鈥 (house), buongiorno si dice 鈥済udmoning鈥 (good morning), noi si dice 鈥測umi鈥 (you and me). Ci sono anche parole molto divertenti. Qui il reggiseno si dice 鈥渂asket blong titi鈥 (cesto per il seno). Solo questo fa venire voglia di imparare la lingua, no? Ma la cosa incredibile 猫 che qui parlare la lingua significa entrare subito a far parte della comunit脿. Basta balbettare tre parole in bichelamar perch茅 i volti si illuminino, le barriere cadano e gli scambi diventino autentici. 脠 come una parola d'ordine per accedere al mondo nascosto del 鈥渧ero鈥 Vanuatu, quello che non si vede se si resta nella propria zona di comfort. E poi bisogna dirlo: il bichelamar 猫 anche una filosofia. 脠 diretto, immaginifico, divertente. Non si dice 鈥渟ono stanco鈥, si dice 鈥渕i no gat paoa鈥, 鈥渘on ho pi霉 potere鈥. 脠 quasi poetico, in fondo. Ed 猫 questo che mi ha conquistata. Imparando questa lingua, ho imparato a pensare in modo diverso, a guardare il mondo con altri occhi. Oggi posso sostenere un'intera conversazione con il capo del villaggio, raccontare un aneddoto al mercato o scherzare con i bambini. E anche se il mio accento fa ancora ridere a volte, sento di essere davvero parte della vita locale禄.
E se non ci riusciamo?
Ci sono lingue troppo difficili, accenti troppo veloci e coniugazioni troppo capricciose. E a volte mancano il tempo, l'energia o semplicemente la voglia. Va bene cos矛. In questi casi, per貌, si pu貌 compensare con la curiosit脿. Chiedere spiegazioni. Ascoltare. Lasciarsi insegnare. E soprattutto non imporre la propria lingua come l'unica valida. Perch茅 spesso 猫 proprio l'arroganza linguistica a creare il divario.
Non bisogna nemmeno sentirsi in colpa se non ci si riesce. L'essenziale 猫 l'intenzione. Il sorriso. L'ascolto. L'umilt脿. 芦Non sono mai riuscito a imparare il pidgin nigeriano. Onestamente, ci ho provato. Ma tra le espressioni locali, le intonazioni cantilenanti e le parole inglesi stravolte che non significano pi霉 la stessa cosa鈥 il mio cervello ha dichiarato forfait. Ma in fondo non 猫 cos矛 grave. Perch茅 ho capito una cosa fondamentale: in Nigeria non conta tanto quello che dici, ma come lo dici. 脠 l'energia che trasmetti. La vibe, insomma. Cos矛 mi sono aggrappato a questo. Saluto in hausa, rido anche quando capisco una parola su due e, soprattutto, non cerco di passare per un locale. Sono un 鈥渙yinbo鈥 (un bianco, nel pidgin), ma un oyinbo simpatico. E questo basta. Davvero. Le persone mi accettano per quello che sono. Apprezzano il fatto che cerchi di aprirmi, anche se in modo goffo. A volte si pensa che per integrarsi bisogna capire tutto, padroneggiare tutto. In realt脿 spesso basta mostrare umilt脿, curiosit脿 e non avere paura di sembrare ridicoli. Un sorriso, una parola nella lingua locale, un occhiolino complice鈥 ed 猫 fatta禄, racconta Jules, residente in Nigeria.
Parlare la lingua locale non 猫 obbligatorio per vivere all'estero. Ma 猫 una scorciatoia verso relazioni pi霉 autentiche, pi霉 profonde e anche pi霉 divertenti. 脠 un modo per dire: 芦Non sono solo di passaggio. Voglio capire. Impegnarmi. Far parte del contesto禄. 脠 dire all'altro: 芦Ti vedo禄.
E in un mondo in cui si pu貌 vivere in un Paese senza mai uscire dalla propria bolla di espatriato, questo 猫, a tutti gli effetti, una dichiarazione d'amore.



















