Antonino lascia l'Italia qualche anno fa per trasferirsi in Irlanda dove lavora in campo informatico e della comunicazione. Conosce e sposa una ragazza di Hong Kong e nasce la loro bambina. Da Febbraio di quest'anno sono espatriati a Gedda.
Ciao Antonino, grazie per dedicarci un po' del tuo tempo. Ti sei trasferito con la famiglia dall'Irlanda in Arabia Saudita. Quanti anni fa avete lasciato l'Italia e quali furono i motivi che vi spinsero al trasferimento?
Dall'Irlanda all'Arabia il salto è grande, un bel cambiamento non solo per il clima ma anche per usi e costumi, ci sono state delle difficoltà iniziali di adattamento?
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Pianificare il trasferimento vi ha richiesto molto tempo? Vi siete affidati a qualche agenzia per l'organizzazione ed il disbrigo delle formalità burocratiche oppure avete fatto da soli?
Le pratiche per trasferimento sono sicuramente una delle cose più impegnative per chi viene a lavorare o a vivere qui; i documenti richiesti sono diversi e non sempre è facile ottenerli. Noi ci siamo affidati prima a un'agenzia di Dublino e poi a una inglese, ma in alcuni casi abbiamo dovuto anche fare da soli, per cui conviene prepararsi con un certo anticipo per non trovarsi poi a fare corse quando ci si trova in extremis. Faccio notare, anche se già molti lo sapranno, che l'Arabia Saudita non concede generalmente permessi turistici, per cui l'unica maniera di venirci è per lavoro o per ricongiungimento familiare.
È stato facile ottenere un permesso di lavoro? Potresti darci qualche informazione basata sulla tua esperienza?
Non è difficile avere un permesso di lavoro parlando in generale: è sufficiente avere un proponente, chiamato all'inglese "sponsor", che ti fa un'offerta da fuori e ti dà un contratto temporaneo di alcuni mesi, il cosiddetto "probation period". Se tutto va bene, finito il periodo di prova ti viene concesso l'"iqama", il permesso permanente che si presenta come una sorta di carta d'identità , che ti permette tra l'altro di lasciare il Paese per tornare dai tuoi o di possedere e guidare un'auto. I familiari vengono aggiunti al permesso del soggetto lavorante come "block visa" in un secondo momento, e acquistano il visto permanente solo dopo che il primo iqama è stato concesso.
La sanità come funziona? Ci si può affidare alle strutture pubbliche in caso di necessità o consigli di rivolgersi al privato e stipulare un'assicurazione sanitaria?
Ti dirò, questo è un settore che ancora non conosco bene. Informandomi in proposito e chiedendo in giro ho appreso che il livello sanitario è ai livelli occidentali, ma mi manca un'esperienza sufficiente per poter essere più preciso. Mi sembra di capire che l'attenzione a cose di interesse generale come le vaccinazioni o le analisi cliniche siano date come acquisite, meno attenzione ho visto invece per cose come la raccolta differenziata, che mi pare sia assente o almeno non generalizzata come da noi. Quanto alle energie alternative ho scoperto che l'attenzione è molto maggiore di quello che ci si aspetterebbe da un Paese a base petrolifera per eccellenza come questo, ma questo è un altro discorso. Quanto all'assicurazione, conviene tenere sempre quella del Paese d'origine e magari affidarsi ai controlli periodici dal proprio medico in occasione dei non rari viaggi che si fanno in occasione delle ferie e delle festività .
Per quel che riguarda la sfera sociale, siete già riusciti a creare una rete di amicizie locali? Esistono circoli per gli espatriati?
Come dicevo prima, per quanto riguarda le amicizie i compound sono una naturale occasione di relazioni con gente di provenienza e vissuti personali diversissimi, e spesso sono una fonte di iniziative in proprio come concerti all'aperto o grandi grigliate organizzate con una certa frequenza. Ma trovo sia abbastanza facile comunicare con la gente locale, ovviamente se conosci lingue come l'inglese, e spesso come mi è capitato in Irlanda sono loro ad offrire aiuto o supporto di ogni tipo quando notano lo straniero aggirarsi in città . Oggi un commerciante locale di un mercato per esempio si è offerto spontaneamente di guidarmi in giro per negozi per aiutarmi a cercare un accessorio per il mio cellulare, e senza averglielo richiesto - e non è la prima volta che accade - si è messo finanche a trattare sul prezzo con il collega che non parlava che in arabo...Per i circoli non saprei dirti, se non richiamarti ancora una volta a quanto detto per i compound, che in un certo senso sono un po' "collettori di espatriati" (anche se per qualche motivo non ho ancora incontrato un solo italiano finora, ma in compenso ho stretto conoscenza già con un paio di locali).
A fronte della tua esperienza, c'è qualcosa che è assolutamente necessario fare prima della partenza (ad esempio stipulare un'assicurazione sanitaria privata) oppure portare con sè dall'Europa?