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Cose che preoccupano gli espatriati nei primi mesi post trasferimento

Scritto daFrancescail 23 Ottobre 2019

Un espatrio porta con sé delle sfide da superare tra cui imparare una nuova lingua e l’adattamento alla cultura locale. Anche se le differenze tra usi e costumi variano a seconda del vostro paese di origine e quello di approdo, in generale chi si trasferisce deve affrontare delle difficoltà che sono più o meno le stesse indipendentemente da dove si vada. Abbiamo stilato una lista delle cose che preoccupano gli espatriati nei primi mesi che seguono il trasferimento.

Burocrazia

Le formalità burocratiche vanno espletate non appena ci si trasferisce per legalizzare la propria presenza nel paese, per poter lavorare, per stipulare un'assicurazione o un contratto telefonico. Le procedure possono diventare un vero e proprio incubo soprattutto se ci si trasferisce in un paese con una burocrazia lenta e cavillosa e non se non si parla bene la lingua del posto.

Fuso orario

Dopo un paio di settimane vi sarete abituati al nuovo fuso orario ma le cose potrebbero farsi più complicate al momento di contattare amici e parenti dall'altra parte del mondo. Quando chiamarli se voi vi alzate per iniziare la giornata e loro stanno ancora dormendo profondamente?

Relazioni sociali

Una volta superata la barriera linguistica e la potenziale difficoltà di fare amicizia, vanno affrontate le differenze culturali. È importante quindi conoscere le abitudini locali in termini di relazioni sociali. In particolare va fatta attenzione nelle relazioni di amicizia tra uomo e donne, o durante una cena con nuovi amici, per non commettere passi falsi o trovarsi in situazioni che possono dare adito ad equivoci.

Il sistema sanitario

È importante comprendere il funzionamento del sistema sanitario locale in modo da non avere spiacevoli sorprese. Se si proviene da un paese in cui la sanità pubblica è ben funzionante, diventa un problema quando ci si deve scontrare con un sistema scadente, poco accessibile o inaffidabile.

Orari

Le abitudini sugli orari che scandiscono il ritmo della giornata possono creare confusione. In Spagna ad esempio si cena intorno alle 22, negli Stati Uniti alle 18 ci si mette già a tavola. Un mondo di differenza ed adeguarsi al nuovo ritmo di vita richiede flessibilità!

Tradizioni religiose

Un'altra importante differenza culturale sono le usanze legate alla religione. Non è sempre facile adattarsi a tradizioni con cui non si ha  familiarità come i periodi di digiuno, la chiusura delle aziende in  giorni del settimana che siano diversi rispetto ai canonici sabati e domeniche, o a codici di abbigliamento da adottare.

Unità di misura

Vivere in un paese in cui le unità di misura sono diverse è fonte di grande destabilizzazione. Se non ragioniamo più in chili ma in libbre, in gradi Fahrenheit rispetto che in gradi Celsius, in piedi invece che in metri… è come guardare il mondo a testa in giù! Per non parlare dei paesi che non seguono lo stesso calendario.

Giorni festivi

Se adottare nuove festività è relativamente semplice, il problema sorge quando il paese ospitante non celebra le Feste del nostro paese natale. E cosi, mentre noi siamo costretti ad andare al lavoro in un giorno come un altro, i nostri familiari stanno festeggiando insieme il Natale o la Pasqua!

Sistema educativo

Espatriare con i bambini aggiunge un vincolo: adattarsi a un nuovo sistema educativo. Questo cambio richiede apertura mentale ma è comunque un'ottima opportunità per vivere l'insegnamento in modo diverso ed arricchire di esperienze il percorso dei propri figli.

Vita quotidiana
abitudini
integrazione
A proposito di

Dal 2012 gestisco la community italiana di ´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all’estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di ´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all’estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all’estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all’estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all’estero, dalla viva voce di chi l’ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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