
Mi chiamo B.G. e ho 53 anni. Sono antropologo ed archeologo. Collaboro con Istituzioni museali e Fondazioni culturali, scientifiche e sociali. Ho avuto esperienze in Marocco, Scozia, Irlanda ed Egitto. Ma sono sempre stato affascinato dalla civilt脿 andina e dalla cultura delle popolazioni indigene o discendenti dei conquistadores spagnoli.聽
Dal 2010 vivo e lavoro in Bolivia; ogni paio d'anni torno in Italia, nel Veneto, dove sono nato e ho studiato, per due-tre settimane.
Sono stato lettore di Italiano all'Universidad Mayor de San Simon di Cochabamba, dove ho abitato a lungo, ed all'Universidad Autonoma del Beni Jos猫 Ballivian a Trinidad, capoluogo del Dipartimento; qui vivo ormai da tre聽anni.
Per la mia professione ho anche soggiornato in grandi citt脿 come La Paz, la capitale governativa e Santa Cruz de la Sierra. Ho inoltre fatto esperienze聽a Sucre, la capitale costituzionale, Tarija, a sud, nel Chaco boliviano e Cobija, nel Pando, a nord.
Queste destinazioni sono sede聽di importanti musei archeologici,聽etnografici e di biblioteche che conservano manoscritti e testimonianze dell'epoca coloniale; da l矛 sono partite diverse mie聽campagne di raccolta ed analisi delle tracce materiali lasciate dalla civilt脿 precolombiana degli Inca. Ho svolto anche interessanti ricerche antropologiche聽presso le popolazioni guaran矛 ed aymara. Interessante ricordare inoltre che in Amazzonia boliviana vivono ancora 29 popoli indigeni che vanno a caccia e a pesca e coltivano yuca e banane solo per sostentamento familiare.

I quartieri residenziali delle grandi citt脿, le piazze e le vie del centro sono luoghi sicuri, anche se dobbiamo abituarci a convivere con guardie generalmente armate davanti a locali pubblici, negozi,聽centri commerciali e聽stazioni di servizio; ma anche al portone di condomini di pregio o all'imbocco di strade eleganti.
Le periferie possono esserlo sicuramente di meno, come penso in molte parti del mondo; se proprio ci si deve聽andare, bene farsi accompagnare e mai聽di sera.
Per l'esperienza acquisita, i centri urbani pi霉 piccoli mi hanno sempre fatto sentire pi霉 a mio agio. E qui nella ciudad della Santissima Trinit脿, a dire il vero, non ho mai pensato alla mia incolumit脿 personale. Certo che la macchina di notte la tengo in garage: claro, ovvio. E non ho mai avuto alcuna preoccupazione a lavorare anche da solo ed a lungo tra le comunit脿 di villaggi sperduti聽nella foresta del Chapare o sui monti delle yungas o nella pampa聽al confine con la Rod貌nia brasilana; 猫 anzi un piacere socializzare con queste persone gentili ed ospitali.

Questo paese 猫 circa quattro volte pi霉 esteso dell'Italia, e gli spostamenti da un luogo all'altro possono essere lunghi e poco agevoli.
Le vie di comunicazione聽sono scomode: le carretere asfaltate sono poche e congiungono solo le citt脿 pi霉 importanti. Di solito si viaggia sullo sterrato, provvisti di acqua e benzina; i posti di blocco sono numerosi, talora un po' assillanti, per貌 ti senti sufficientemente sicuro, soprattutto nelle zone pi霉 discoste: la polizia e la marina (il paese non ha sbocchi al mare, persi a causa di sconfitte in guerre con i vicini, ma ha tante acque navigabili interne) vigilano attentamente.
A dire il vero qualche incontro poco gradito l'ho fatto, sempre con europei: girovaghi in camper sgangherati o bikers con grosse moto e casco integrale o turisti sperduti (?)聽fuori dalle normali rotte: un cortese saluto e ognuno per la propria strada.
Anche in Bolivia, quindi, 猫 come in tutti i paesi. Un po' di attenzione non guasta mai, io聽abito qui da anni e per il momento penso di rimanerci, almeno fino alla prossima avventura professionale.
聽Suerte a tutti i miei connazionali all'estero, ed hasta luego!



















