
Molte persone hanno visto crollare il loro progettoÌýdi espatrio nell'ultimo anno. Restare fermi sul posto è stata l'unica possibilità , dato che era proibito viaggiare. Ora che le cose iniziano a migliorare e le restrizioni alle frontiere si stanno allentando, una domanda sorge spontanea: la gente vuole ancora lavorare e trasferirsi all'estero?
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Sondaggio
Volendo scoprire la risposta a questa domanda, l'azienda sanitaria Aetna International haÌýcondotto nel 2020 un sondaggio su unÌýgruppo di espatriati chiedendo se avesseroÌýintenzione di continuare a viaggiare e trasferirsi in un'altra destinazione. Gli intervistati vivevanoÌýaÌýSingapore, negliÌýEmirati Arabi Uniti, in Messico e in Germania.
Il risultato del sondaggio ha rivelatoÌýche più del 75% èÌýintenzionato a continuare la vita da expat.Ìý
PaeseÌý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Continuare a vivere all'estero
SingaporeÌý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý 88%
Emirati ArabiÌý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý87%
MessicoÌý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý70%
GermaniaÌý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý Ìý 64%
La maggior parte degli intervistati ammette di aver avuto serie preoccupazioni durante la pandemia, principalmente riguardantiÌýl'accessibilità alle cure sanitarie eÌýil benessere dei propri familiari.ÌýSempre secondo l'indagine, ilÌý43% fa più sportÌýrispetto a prima che scoppiasse la pandemia e ha adottato uno stile di vita più sano. Più delÌý60% dichiara inoltreÌýdi fare scelte alimentari migliori da quando vive all'estero.
La voglia di continuare a vivere all'estero sembra non essere svanita. E' del tutto normale quindi che molti traÌýnoi,Ìýbloccati da mesi, abbiano desiderio di tornare a viaggiare e pianificare unÌýtrasferimento. Fare il grande passo suscita tuttavia ancora dei timori dato che la situazione sanitaria mondiale resta incerta. Ma questo non vuolÌýdire che dobbiamo farci frenare dalla paura.
Opportunità che si presentano
Posto che la situazione nonÌýèÌýancora tornataÌýalla normalità , e che rimangono molti punti interrogativi, va evidenziato che la pandemia ha costrettoÌýi governi a rivedere,Ìýallentare e adeguare, leÌýpolitiche che regolano l'ingresso degli stranieri. A causa del tracollo finanziario di questo ultimo anno e mezzo, varie nazioni nel mondo hanno messo in atto delle strategie per invogliare le persone a trasferirsi sui loro territori. E' il caso, ad esempio, di Mauritius e del Costa Rica che hanno introdotto un visto dedicato aiÌýnomadi digitali che permette un soggiorno che va dai 6 ai 12 mesi.Ìý
Un altro Paese che ha allentato la normativa sui visti sono gli Emirati Arabi Uniti, dove i lavoratori qualificati possono ora richiedere la cittadinanza. E mentre l'Australia è ancora lontana dall'aprire i suoi confini ai visitatori internazionali, la nazione sta facendo del suo meglio per convincere gli espatriati a restare in loco, rendendo più snelle le pratiche perÌýl'estensione deiÌývisti.
Il lavoro a distanza facilita gli spostamenti
Oltre all'allentamento delle restrizioni sui visti, la pandemia ha anche creato più opportunità per le persone che desiderano lavorare all'estero. Come conseguenza del diffondersi della pandemia, gran parte degli impiegati è stata costretta a lavorare da remoto, e le aziendeÌýsi sono dovute arrendere al fattoÌýche lo smart working è una modalità che funziona. Gli espatriati non sono più obbligatiÌýad andare in ufficio per svolgere i loro compiti. Possono spostarsi frequentemente da un Paese all'altro, cosa che permette loro di seguire lo stile di vita che desiderano.Ìý
Ad alcuniÌýespatriati potrà sembrare di aver vissuto in una bollaÌýnell'ultimo anno, ma le cose stanno gradualmente migliorando e tanti di loro sono ansiosi di fare le valigie verso nuoveÌýdestinazioni. Anche se rimangono varieÌýincertezze, la flessibilità delle politiche sui visti e la standardizzazione del lavoro a distanza fanno pensare che questo possa essere il momento giusto per espatriare. Sicuramente questa notizia sarà accolta con entusiasmo da quel 75% che non ha mai perso la fiducia e la speranza di rimettersi in viaggio.



















