Testimonianze degli italiani in Tunisia
AntoTunisia, un militare in pensione espatriato a Sousse,Ìýci regala uno spaccato molto esaustivo e realistico delle condizioni attuali delÌýPaese, che attraversaÌýun momento delicato, oltre a raccontareÌýdellaÌýsuaÌývita nel corso del 2023.Ìý
Quest'anno Anto si è addentrato nel settore immobiliare e gestire i rapporti con la gente del posto non è stato semplice. Parla della complessità di doversiÌýconfrontare con un modus operandi diverso da quello cui era abituato, eÌýl'esperienza gli ha insegnato che, in quanto straniero, bisogna muoversi tenendoÌýun profilo basso, nel rispetto dei costumi del Paese ospitante.
Per quel che riguarda miglioramenti, cambiamenti e assistenza sanitaria, a sua detta, da quando il Presidente ha preso i pieni poteri, la Tunisia attraversaÌýuna situazione di stallo istituzionale eÌýl'assistenza sanitaria pubblica ne ha risentito pesantemente.Ìý LaÌýmancanza di reagenti essenziali ad analisi oncologiche, ad esempio, causaÌýritardi nelle certificazioni che servonoÌýper ricevereÌý i farmaci dalla CNSS gratuitamente, tramite il nullaosta della CNAM. Questo ha portato i pazienti a tassarsi per rivolgersi a costose strutture private.
Sul fronte dogana, fa sapere che si sono verificate azioni forti verso gliÌýstranieri proprietari di imbarcazioni. Molti di loro, l'estate scorsa, hanno lasciato la Tunisia a favore dell'Europa, e i porti turistici tunisini sono andati in default.
Un'ondata di incertezza ha anche spinto tanti italiani a chiudere il loro conto corrente tunisino per portare le giacenzeÌý(e in alcuni casi anche gli stipendiÌýmensili) verso banche europee, su conti correnti per non residenti.
Nel mese di maggio e giugno scorso, prosegue Anto, la Tunisia si è trovataÌýa fronteggiareÌýuna carenza di generi alimentari primari che ha fatto salire i prezzi. Porta l'esempio dell'olio d'oliva,Ìýuno dei semafori del tenore di vita locale essendo il Paese uno dei più grandi produttori, che al frantoio costa circaÌý25 dinari tunisini. Il costo della vita è aumentato, pur restandoÌýuna grande convenienza nelle spese fisse della casa e nei carburanti.
"Finchè la situazione politica ed economica del Paese non cambia, finchè non si attua una vera apertura ai mercati internazionali, conviene avereÌýun profilo basso, evitare di fare spese folli e non chiudere mai La porta con l'Italia o quanto meno con l'Europa. Questo mese sono stati annullati i buoni pasto ai funzionari statali, allo stesso modo sono stati annullati tutti gli incentivi, bisognerà ringraziare se riceveranno gli stipendi (quello spero che non verrà toccato)". E conclude: "[...] Fare il solito spaccato dove il pensionato dice: "va tutto bene, si mangia con poco, le bollette sono basse [...]Ìýe altre cose simili non credo sia corretto, quello che deve interessare, oggi come oggi, penso sia la realtà che i cittadini tunisini vivono giornalmente perchè è da qui che nasce il nostro benessere", conclude Anto.
E poi c'è Luna60, residente ad Hammamet, che avvalorando quanto espresso da Anto, aggiunge delle note personali. "L'atmosfera da Paese delÌýBengodi che, fino a qualche tempo fa, avvolgeva superficialmente la Tunisia, sta svanendo ed è per questo che sempre più connazionali si ritrovano scomodiÌýnella vita di tutti i giorni e, visto che la convenienza economica si va sempre più erodendo, di certo bisognerebbe interrogarsi profondamente sulle ragioni di una venuta quaggiù o di una permanenza. A mio parere, se fra le ragioni di permanenza c'è quella di aiutareÌýeconomicamente chi rimane in Italia, forse la convenienza è sempre più risicata.ÌýSe le ragioni sono un cambiamento di vita - vuoi per avere un tenore esteriore/pratico migliore oppure per cambiare abitudini - allora ancora se ne può ragionare".
Luna concorda conÌýgli aumenti dei prezzi descritti da Anto, per quanto riguarda i generi alimentari e il settore immobiliare. Ci racconta inoltre cheÌýquest'anno ho intrapresoÌýun percorso di studio che l'ha portataÌýa contatto con una realtà tunisinaÌýinteressante e stimolante. E aggiunge: "[...]Ìýla maggior parte delle sensazioni di ritorno sono assolutamente personali ma, devo dire, oltre alle innegabili difficoltà economiche e sociali in cui il Paese si trova [...], molto dipende da come e quanto si vuole/si riesce ad interagire con il tessuto sociale al di là del fare la spesa o mangiare al ristorante"
ConcludeÌýesortando chiunque voglia trasferirsi ad analizzare profondamente le proprie ragioni e, soprattutto, le proprie aspettative.




