´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº

Menu
´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº
Cerca
Magazine
Cerca

Salutiamo il 2023 con le testimonianze degli italiani nel mondo

anno nuovo 2024
shutterstock.com
Scritto daFrancescail 27 Dicembre 2023

Un altro anno sta per terminare, ed è arrivato il momento del bilancio. Abbiamo chiesto ai nostri membri italiani all'estero di raccontarci come hanno trascorso il 2023, e che esperienze hanno avuto nel Paese di espatrio. Ce ne parlanoÌýin questo articolo che speriamo possa essere d'aiuto anche a chi, tra voi, sta pianificando un'esperienza oltre confine. Buona lettura!

Testimonianze degli italiani in Tunisia

AntoTunisia, un militare in pensione espatriato a Sousse,Ìýci regala uno spaccato molto esaustivo e realistico delle condizioni attuali delÌýPaese, che attraversaÌýun momento delicato, oltre a raccontareÌýdellaÌýsuaÌývita nel corso del 2023.Ìý

Quest'anno Anto si è addentrato nel settore immobiliare e gestire i rapporti con la gente del posto non è stato semplice. Parla della complessità di doversiÌýconfrontare con un modus operandi diverso da quello cui era abituato, eÌýl'esperienza gli ha insegnato che, in quanto straniero, bisogna muoversi tenendoÌýun profilo basso, nel rispetto dei costumi del Paese ospitante.

Per quel che riguarda miglioramenti, cambiamenti e assistenza sanitaria, a sua detta, da quando il Presidente ha preso i pieni poteri, la Tunisia attraversaÌýuna situazione di stallo istituzionale eÌýl'assistenza sanitaria pubblica ne ha risentito pesantemente.Ìý LaÌýmancanza di reagenti essenziali ad analisi oncologiche, ad esempio, causaÌýritardi nelle certificazioni che servonoÌýper ricevereÌý i farmaci dalla CNSS gratuitamente, tramite il nullaosta della CNAM. Questo ha portato i pazienti a tassarsi per rivolgersi a costose strutture private.

Sul fronte dogana, fa sapere che si sono verificate azioni forti verso gliÌýstranieri proprietari di imbarcazioni. Molti di loro, l'estate scorsa, hanno lasciato la Tunisia a favore dell'Europa, e i porti turistici tunisini sono andati in default.

Un'ondata di incertezza ha anche spinto tanti italiani a chiudere il loro conto corrente tunisino per portare le giacenzeÌý(e in alcuni casi anche gli stipendiÌýmensili) verso banche europee, su conti correnti per non residenti.

Nel mese di maggio e giugno scorso, prosegue Anto, la Tunisia si è trovataÌýa fronteggiareÌýuna carenza di generi alimentari primari che ha fatto salire i prezzi. Porta l'esempio dell'olio d'oliva,Ìýuno dei semafori del tenore di vita locale essendo il Paese uno dei più grandi produttori, che al frantoio costa circaÌý25 dinari tunisini. Il costo della vita è aumentato, pur restandoÌýuna grande convenienza nelle spese fisse della casa e nei carburanti.

"Finchè la situazione politica ed economica del Paese non cambia, finchè non si attua una vera apertura ai mercati internazionali, conviene avereÌýun profilo basso, evitare di fare spese folli e non chiudere mai La porta con l'Italia o quanto meno con l'Europa. Questo mese sono stati annullati i buoni pasto ai funzionari statali, allo stesso modo sono stati annullati tutti gli incentivi, bisognerà ringraziare se riceveranno gli stipendi (quello spero che non verrà toccato)". E conclude: "[...] Fare il solito spaccato dove il pensionato dice: "va tutto bene, si mangia con poco, le bollette sono basse [...]Ìýe altre cose simili non credo sia corretto, quello che deve interessare, oggi come oggi, penso sia la realtà che i cittadini tunisini vivono giornalmente perchè è da qui che nasce il nostro benessere", conclude Anto.

E poi c'è Luna60, residente ad Hammamet, che avvalorando quanto espresso da Anto, aggiunge delle note personali. "L'atmosfera da Paese delÌýBengodi che, fino a qualche tempo fa, avvolgeva superficialmente la Tunisia, sta svanendo ed è per questo che sempre più connazionali si ritrovano scomodiÌýnella vita di tutti i giorni e, visto che la convenienza economica si va sempre più erodendo, di certo bisognerebbe interrogarsi profondamente sulle ragioni di una venuta quaggiù o di una permanenza. A mio parere, se fra le ragioni di permanenza c'è quella di aiutareÌýeconomicamente chi rimane in Italia, forse la convenienza è sempre più risicata.ÌýSe le ragioni sono un cambiamento di vita - vuoi per avere un tenore esteriore/pratico migliore oppure per cambiare abitudini - allora ancora se ne può ragionare".

Luna concorda conÌýgli aumenti dei prezzi descritti da Anto, per quanto riguarda i generi alimentari e il settore immobiliare. Ci racconta inoltre cheÌýquest'anno ho intrapresoÌýun percorso di studio che l'ha portataÌýa contatto con una realtà tunisinaÌýinteressante e stimolante. E aggiunge: "[...]Ìýla maggior parte delle sensazioni di ritorno sono assolutamente personali ma, devo dire, oltre alle innegabili difficoltà economiche e sociali in cui il Paese si trova [...], molto dipende da come e quanto si vuole/si riesce ad interagire con il tessuto sociale al di là del fare la spesa o mangiare al ristorante"

ConcludeÌýesortando chiunque voglia trasferirsi ad analizzare profondamente le proprie ragioni e, soprattutto, le proprie aspettative.

Altre testimonianze di italiani all'estero

Sulla stessa lunghezza d'onda arriva la testimonianza diÌýlalorenzini dal PortogalloÌýche ci informa che il costo degli affitti è andato alle stesse, cosìÌýcome i generi di prima necessità e non. La stessa dice che tanti pensionati italiani, non residenti abituali, stanno considerando diÌýtrasferireÌýla residenza altrove, pur potendo ancora usufruire della detassazione sulla pensione.

Per Paolo, espatriato in Albania, il bilancio del 2023 si chiude in positivo e consiglia, in base alla sua esperienza, di evitare destinazioni come Saranda doveÌýc'è un'inflazione di nuove strutture eÌýi prezzi sono piùÌýche raddoppiati.

Andiamo nell'altro emisfero per incontrare Ferdinando76 che vive a London, in Ontario (Canada), da più di dieci anni. Con unÌýdottorato di ricerca in Chimica e Biochimica,ÌýlavoraÌýpresso un'azienda locale che fa trattamento di acque (reflue, industriali) con raggi UV.

Racconta che durante la pandemia la sua azienda è rimasta aperta, maÌýle vendite dei reattori UV sonoÌýnotevolmente diminuite. Nel suo caso, operando nel settore della ricerca, l'attivitàÌýè continuata, anche lavorando da remoto. All'inizio di quest'anno, la produzione èÌýripresaÌýa pieno ritmo e le vendite sono salite.

"E' stato un anno denso dal punto di vista lavorativo", dice Ferdinando, che aggiunge: "Per quanto riguarda il costo della vita, dopo il covid èÌýaumentato tuttoÌý(come un po' dappertutto). Il costo del cibo, gli affitti, l'acquisto di una casa". Certo London non èÌýcome Toronto, o Vancouver, ma i prezzi di prodotti e servizi sono saliti. L'unica cosa che è rimasta praticamente uguale sono gli stipendi.Ìý

Sul fronte delle nuove amicizie, non ci sono state troppe novità per Ferdinando. Secondo lui, forse anche a causa del clima, le persone socializzano poco e, quando lo fanno, tendono a frequentare gente della stessa nazionalità. "[...]Ìý Io mi ritengo più aperto di vedute e non faccio distinzione traÌýnazionalità diverse. Il bello èÌýproprio esplorare le varieÌýculture, usi e tradizioni". I suoi colleghi sono simpatici, ma dopo il lavoro tornano subito a casa, per trascorrere del tempo in famiglia. Conclude dicendo che, a suo parere, questo è unoÌýdei punti dolenti del Canada.

***

Se avete domande da fare ai nostri espatriati, non esitate a inserire un messaggio sui nostri forum dedicati alla Tunisia, al Portogallo, all'AlbaniaÌý, al Canada oÌýcercate qui la destinazione che vi interessa!

Vita quotidiana
A proposito di

Dal 2012 gestisco la community italiana di ´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all’estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di ´ó¿§¸£ÀûÓ°Ôº, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all’estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all’estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all’estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all’estero, dalla viva voce di chi l’ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

Commenti