L'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, sosteneva che per guadagnare di più,ÌýbisognaÌýlavorare di più. Questa frase, divenuta ormai celebre, l'haÌýpronunciata per la prima volta nel 2007 durante la sua campagna elettorale. Ma fare gli straordinari significa davvero guadagnare più soldi? Quali sono i Paesi dove si fanno più ore supplementari e cosa fare nel caso in cui gli straordinari non ti fossero regolarmente pagati? Ecco alcuni consigli per partire preparati.
Questi sono i Paesi dove si fanno più ore supplementari
In Giappone, "zangyo" significa fare gli straordinari. La nazione è famosa per la sua popolazione laboriosa.ÌýNel 2016, un'indagine governativa rilevòÌýche un giapponese su cinque rischiava il "karoshi", ossia morte per sfinimento. All'epoca, su un campione di 1.743 aziende, il 22,7% dichiarava che lavorare 80 ore extra al mese era la norma. Un numero che supera abbondantementeÌýle 40 ore settimanali standard.
Il Giappone non detieneÌýil primato perchèÌýci sono altri Paesi che lo superano.ÌýNel 2021, la Kisi, una società internazionale, pubblicaÌýun indice che valuta il rapporto tra lavoro e vita privata a livello mondiale. La città -stato di Hong Kong si è classificata prima per ore di lavoro supplementari. Seguono Singapore, Bangkok, Buenos Aires e Seul. Il Giappone è sesto. Altre destinazioni in cui si fanno tanti straordinari sono Houston, Kuala Lumpur, Calgary (in Canada) e Londra.
Lo studio sembra presupporre che gli straordinari siano tutti retribuiti. In pratica, lavorare di più non sempre significa guadagnare meglio. Nel 2016, uno studio della Confederazione dei Sindacati Giapponesi ha rilevato che il 44% degli straordinari non era retribuito. Nel 2020, il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare ha effettuato dei controlli in 24.042 aziende giapponesi. Ne è risultato che il 37% non pagasse gli straordinari in modo conforme al quadro normativo.
Espatriati: come adattarsi ai ritmi di lavoro all'estero?
Prima di inviare il tuo CV all'estero, è meglio che ti informi sulla legislazione che regola il lavoro nel Paese di espatrio. In alcune nazioni si lavora più ore rispetto ad altre. Nel 2021, i messicani hanno lavorato 2.128 ore rispetto alle 1.349 dei tedeschi.Ìý La media lavorativa negliÌýStati dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è di 1.716 ore. Contrariamente a quanto si pensi, il Giappone è ben al di sotto di questa media, con 1.607 ore. È vicino alla media dei Paesi europei (1.566 ore). Il Canada (1.685 ore) è più simile alla media OCSE. Gli Stati Uniti e soprattutto la Corea del Sud sono ben al di sopra, rispettivamente con 1.791 e 1.915 ore lavorative annue (dati OCSE).
Lavorare 35, 40 o addirittura 50 ore a settimana dipende dai singoli Paesi. In Francia, ad esempio, l'orario di lavoro legale è di 35 ore a settimana (salvo eccezioni). L'orario di lavoro effettivo non deve superare le 48 ore in una settimana e le 44 ore in un periodo di 12 settimane consecutive. In via straordinaria, e con l'accordo dell'ispettorato del lavoro, le ore possono arrivare aÌý60 inÌýuna settimana. In ogni caso, gli straordinari vengono pagati ad una tariffa oraria maggiorata.
Informarti sulla legislazione e sulla cultura del lavoro nella nazioneÌýdi espatrio ti aiuta a capire il quadro in cui andrai a inserirti. Considera inoltre che le condizioni di lavoro potrebbero variare a seconda del settore e della mansione ricoperta. Lavorare in ambito sanitario, nell'industria alimentare, nella panificazione o nei servizi alla persona presuppone dei turni.
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Straordinari: come difendersi in caso di abuso?
Alcune aziende approfittano della vulnerabilità degli espatriati, della loro scarsa conoscenza della lingua e/o delle leggi che li tutelano, per farli lavorare oltre l'orario stabilito, senza pagarli per i servizi straordinari. Se questa fosse la tua situazione, parla con il tuo superiore e fai valere i tuoi diritti. Se non dovesse funzionare, rivolgiti alle istituzioni.Ìý
La tentazione di dover sempre "dimostrare il proprio valore"
Si tratta di una situazione complessa.ÌýL'espatriato sente il bisogno di dimostrare il proprio valore, non vuole passare per incompetente. Tende quindi a lavorare più degli altri, anche facendo degli straordinari non pagati. Resta in azienda più a lungo, arriva presto al mattino, si porta il lavoro a casa. Si accontenta di una pacca sulla spalla, in segno di riconoscimento, del suo superiore. Non osa chiedere un compenso aggiuntivoÌýper tutte le ore in più che ha lavorato.ÌýÌý
Difendersi in caso di violazione del contratto
Inizia con il verificare le clausoleÌýdel tuo contratto. Si parla di straordinari? Stabilisci un dialogoÌýcon i tuoi colleghi. Vivono la tua stessa situazione o no? Sono espatriati? Chiedi ai più anziani se laÌýpratica degli straordinari è radicata nell'azienda.ÌýSe ritieni di essere stato trattato in modo ingiusto, parlane con il tuo superiore. Se ciò non dovesse sortire l'effettoÌýdesiderato, la prossima volte che ti chiederà Ìýdi lavorare oltre l'orario stabilito, rifiutati ed esigi il pagamento degli arretrati. Dimostra di conoscere i tuoi diritti.
Negli Stati Uniti è illegale non pagare gli straordinari ai dipendenti. In linea di massima, l'orario di lavoro è fissato a 40 ore settimanali. Secondo il Fair Labor Standards Act, il lavoro straordinario deve essere retribuito a una tariffa non inferiore a 1,5 volte la paga normale.
Dimentica la visione obsoleta del dipendente giapponese che rimane sul posto di lavoro fino a notte fonda. L'impiego fisso per tutta la vita e la lealtà verso l'azienda, con annessi e connessi del caso, sono cose superate. Se in passato la cultura del lavoro in Giappone era caratterizzata dalla rigidità , la situazione oggi è molto diversa. In seguito alle tragiche morti dovute al karoshi, sono state approvate diverse leggi per proteggere i lavoratori e regolamentare gli straordinari. Ma alcune aziende operano ancora in modo poco chiaro.
Secondo la legge giapponese che regola l'occupazione, l'orario di lavoro è fissato a 40 ore settimanali. Qualsiasi prestazione svolta oltre questa soglia prestabilita, viene considerata come lavoro straordinario. L'articolo 36 del Labour Standards Act fissa dei limiti all'orario di lavoro e agli straordinari per proteggere i dipendenti dallo sfruttamento. Questo articolo è stato redatto sotto forma di un accordo che viene incluso nei contratti di lavoro giapponesiÌý(accordo 36). Le aziende che non lo rispettano rischiano 6 mesi di reclusione e una multa di 300.000 yen (circa 2.140€).
Il mochikari zangyô (straordinario a domicilio) è quando porti a casa del lavoro extra. Non viene conteggiato come straordinario, ma sei obbligato a farlo. Questa pratica appartiene alleÌýaziende che portano avanti unaÌýcultura del lavoro basata sulla deferenza verso il capo, sulla rivalità tra colleghi e sulla paura di perdere il lavoro. Ovviamente è illegale, così come quella del sabisu zangyô (straordinario "di servizio"). In questo caso, non si trattaÌýdi portare il lavoro a casa, ma di lavorare gratuitamente. Per alcune aziende si tratta di una pratica che consente all'impiegatoÌýdiÌýacquisire competenze, ma in pratica si tratta di straordinari non retribuiti. Purtroppo questo modus operandiÌýè ancora comune in Giappone.
Cultura degli straordinari all'estero: consigli aggiuntivi
Prima di candidarti per un lavoro, informati sull'azienda. Ha una buona reputazione? Com'è l'atmosfera lavorativa? L'ideale sarebbe ottenere un riscontro dalla viva voce dei dipendenti. Se il clima lavorativo è teso, non è un buon segno.Ìý
Diffida delle aziende che minacciano di cancellare il tuo visto se non accetti gli straordinari. Non possono farlo. Ricorda che la tua azienda non può obbligarti a lavorare oltre l'orario di lavoro fisso.Ìý
Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.