Consiglio? Cercare lavoro e se, possibile, trovarlo prima di partire. Internet e Skype sono utili all'uopo. Vale a dire: "parti e va dove hai trovato lavoro". Se non sei legata ad un paese in particolare, questa opzione ti dá più flessibilità e opportunitá di riuscita. Io ho fatto questa scelta vent'anni fa e ho adottato la seguente strategia, che forse ti può essere d'aiuto.
Da dove cominciare?
1) Quali sono le mie qualifiche professionali? Cos'altro so fare, se non dovessi trovare subito ciò a cui aspiro? Preparare una presentazione per ciascuna delle opzioni disponibili. Evitare presentazioni da "tuttologi" poichè si perderebbe credibilità e si potrebbe capitare in "giri" che è meglio evitare.
2) Ho preparato una Lettera-CV, in inglese e nelle altre lingue di mia conoscenza. L'ho scritto sottoforma di presentazione (1 pagina) e ho riportato: titolo di studio e i settori produttivi nei quali avevo lavorato, familiaritá con lingue conosciute e con PC, obiettivi del trasferimento all'estero (evitate di denigrare il paese e i connazionali, avrebbe l'effetto di un "auto-gol"), precisazione che il trasferimento all'estero immediato (4-5 giorni) o a breve termine (due settimane) non sarebbe stata un problema, ringraziamenti con notifica della disponibilità all'invio del CV e con dati per il contatto via e-mail e/o telefono.
Scegliere con cura il titolo/nome. Evitare formule generiche e anche naive tipo "... cerco lavoro ... qualunque lavoro ...". Non si verrà trovati "nell'oceano di cv della rete" (è proprio così!). Chi ricerca personale utilizza parole-chiave, pertanto adottare una strategia analoga: "... traduttrice e assistente di direzione con italiano, inglese e tedesco ... piastrellista/elettricista/idraulico con cinque anni di esperienza ... pasticcere/panettiere/cuoco/pizzaiolo con dieci anni d'esperienza ... etc... etc...". Si eviterà anche di mettervi alla mercè di coloro che sfruttano la situazione di bisogno altrui. Â
Se redatta in inglese, la lettera di presentazione è comunque comprensibile anche ai potenziali datori di lavoro che non sono britannici e angloamericani (in molti paesi, l'inglese si studia a scuola già dalle elementari). Attenzione ai dati personali: nessun codice fiscale, carta d'identità , etc. Non indicare l'intera data di nascita, è sufficiente l'anno. In molti paesi la fotografia non è richiesta ed è meglio evitare di inserirla. Sono molti i casi di furto d'identitá. Il potenziale datore di lavoro ci contatterà e chiederá maggiori informazioni, se necessario. A tal fine, indicare un indirizzo e-mail e -se dsponibile- anche un numero di telefono fisso, NON CELLULARE (= costi della chiamata internazionale addebitati anche sulla tua scheda o contratto-utenza telefonica). All'estero è preferita la posta elettronica ed, eventualmente, skype per una prima intervista.
3) Inserimento nelle banche-dati internazionali della Lettera-CV e attesa facendo altro con "fede, tanta speranza e carità " !?!
Cosa significa fare altro? Significa tenersi occupati e crearsi "punti di forza", ciò implica anche l'abbattimento o almeno il contenimento di stress e depressione dovuti all'attesa.Â
A) Ripasso o studio della lingua straniera. Non trascurare l'inglese e ogni altra lingua conosciuta. È importante sapersi esprimere e farsi capire, quando si affrontano situazioni e ambienti estranei. Vivere e lavorare all'estero significa dover utilizzare nel contesto professionale e sociale una lingua che non è la tua lingua madre. Anche se hai la fortuna di trovare un lavoro dove é richiesta la lingua italiana, al termine delle "otto ore" si deve vivere ciò che rimane della giornata nel nuovo contesto culturale e sociale.
B) Controllare che i documenti (carta d'identità , patente, etc.) non siano prossimi alla scadenza (tre mesi). Altrimenti, rinnovarli: fare ciò all'estero richiede più tempo e molti più soldi, soprattutto se Consolato o Ambasciata italiani non sono nelle vicinanze. Se interessati a paesi extra-europei, farsi rilasciare il passaporto: meglio farlo in Italia, per i motivi già esposti.
Nel caso di professioni come infermiere & co. é meglio fare anche una o due copie autenticate del Certificato di Abilitazione Professionale: è sufficiente l'autentica del Comune (dal notaio non è necessaria ed è più cara) con legalizzazione della Procura della Repubblica (= Tribunale, di solito).
C) Verificare che la tessera sanitaria sia utilizzabile anche all'estero, serve a coprire le evetuali spese fino a quando non si avrà un lavoro e l'assistenza sanitaria del paese di destinazione. Se si cerca lavoro nella gastronomia è necessario anche il certificato HCCPP, che è meglio avere prima di partire. Senza questo, non c'è alcuna possibilità di trovare lavoro.
D) Se si hanno figli e/o consorte, uno o due giorni prima della partenza, farsi rilasciare un attestato di famiglia (= notevoli sgravi fiscali in molti paesi e riconoscimento assegni familiari in alcuni) e anche un certificato di residenza (potrebbe essere richiesto). Richiedere il rilascio di certificati internazionali: evita costi di traduzione ed asseverazione non necessari (so di cosa sto parlando: sono una traduttrice giurata).
E) Mettete ordine nelle "carte e cose". Decidere cosa serve e portare assolutamente. Senza dimenticare che, se si parte con aereo o altri mezzi pubblici, la franchigia del bagaglio ha limiti precisi.
F) Preparare il CV, ufficiale e completo, da inviare su richiesta ai datori di lavoro interessati.
G) Consultare il sito Eures, sito ufficiale EU multilingue, che è un buon punto di partenza per la ricerca: banca-dati per ricerca/offerta lavoro e informazioni concernenti lavoro, vita e studio nei Paesi EU. Links:
ec.europa.eu/eures/page/homepage?lang=it
ec.europa.eu/eures/main.jsp?acro=lw&lang=it&catId=490&parentId=0
ec.europa.eu/eures/main.jsp?acro=job&lang=it&catId=52&parentId=0
H) Consultare sito Aire, sito ufficiale del Ministero dell'Interno per gli Italiani residenti all'estero. Sono informazioni che servono dopo e che, tuttavia, è meglio conoscere PRIMA. Link: <span id="checklink13899" class="reintegratelink" value1="2307898" value="13899">[link in fase di revisione]</span>
I) Etc ... L) Etc...
Considerazioni - Io ho preferito cercare e trovare lavoro prima dell'espatrio, per evitare spese e stress infruttuosi. Ho fissato competenza ed esperienza professionali senza, tuttavia, pormi limiti territoriali. Volevo iniziare a lavorare al più presto: dove non era importante, in quel momento.
Se avessi scelto a priori il paese o addirittura la città di destinazione, avrei limitato le mie possibilità di riuscita e l'attesa sarebbe stata più lunga. Sarebbe successa la stessa cosa se io avessi viaggiato a vuoto, prima e senza un contratto di lavoro in mano. A prescindere dal dispendio economico e stress emozionale. Scrivendo ciò, faccio riferimento ad una mia esperienza: mai più, mi metterò in una situazione del genere.
Buona fortuna,
Vincenza
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