Troppi pensionati all'estero esentasse:
Comune Parmense rischia default
di FRANCESCO NANIÂ Â 30 giugno 2017
parma.repubblica.it/cronaca/2017/06/28/news/default-169385202/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P2-S1.4-T1
A Bardi, nel Parmense, vivono 2185 abitanti; 1517 risiedono all’estero e sulla casa natia non pagano Imu e Tari.
Questo, per le casse comunali, comporta un minor gettito che supera i 120mila euro all’anno mentre il ministero dell’Interno ha previsto un ristoro di appena 11.407 euro. E adesso il Comune appenninico rischia la bancarotta.
A sollevare il caso è il deputato del Pd Giuseppe Romanini che invita lo Stato a rispettare l'impegno assunto con i Comuni: "Chiediamo con forza e urgenza che rapidamente vengano identificate risorse aggiuntive da destinare alla compensazione del minor gettito fiscale per scongiurare il rischio default che molti enti stanno seriamente correndo".
Il caso è legato all’introduzione, nel 2015, dell’esenzione dell’Imu (per il possesso di una sola unità immobiliare in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso) per i cittadini italiani residenti all’estero già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, e della riduzione dei due terzi della Tari e della Tasi.
Romanini ha presentato un'interpellanza ai ministri dell’Interno Marco Minniti e dell’economia Pier Carlo Padoan raccogliendo le sollecitazioni di numerosi sindaci dell’appennino Parmense ed in particolare delle Amministrazioni comunali di Bardi e Borgotaro in rappresentanza di territori che più di altri sono stati protagonisti nei decenni passati del fenomeno dell’emigrazione all’estero e che nei giorni scorsi si sono visti corrispondere un contributo compensativo largamente inferiore alle attese.
La storia - Dalla Valtaro a Londra, 50 anni dopo
"La legge parla chiaro: l’esenzione per i cittadini residenti all’estero non deve avere alcun impatto sulla finanza locale essendo espressamente previsto uno stanziamento per far fronte al minor gettito fiscale dei comuni" spiega Romanini. "Lo stanziamento è stato ripartito, tra l’altro con due anni di ritardo, nei giorni scorsi ma gli importi assegnati ai singoli comuni sono largamente insufficienti a compensare i minori incassi. Svariate decine di migliaia di euro che stanno venendo a mancare ai bilanci dei nostri comuni, in particolare di quelli più piccoli e di montagna dove già assicurare i servizi essenziali ai cittadini non è certamente semplice".
La sindaca di Bardi, Valentina Pontremoli, conferma i dati forniti da Romanini e ribadisce: "Rischiamo di finire in ginocchio, siamo in grande difficoltà . Si tratta di persone residneti all'estero, iscritte all'Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), sono via da sempre ma hanno mantenuto la casa e ogni tanto tornano nel comune di origine. Il punto è che una legge dello Stato deve essere rispettata e i municipi sostenuti economicamente come prevede la normativa. E' anche una questione di principio"; altrimenti, aggiunge, "è inutile parlare di paesi montani da sostenere e aiutare contro lo spopolamento".
Pontremoli ricorda:
"Sono alla guida di uno Comuni montani più estesi dell'intera regione anche per quanto riguarda la rete stradale e gli stessi residenti all'estero, quando rientrano, chiedono vie asfaltate e sicure. Interventi che richiedono ovviamente interventi e finanziamenti adeguati".
A Bardi non hanno intenzione di mollare: "Se non basterà l'intervento dei parlamentari ci muoveremo in altro modo ma siamo decisi a ottenere quello che ci spetta".